Cliff dal Comic-Con, quinta puntata: Aw, yeah, Comic-Con!

1

Com’è l’ultimo giorno di un Comic-Con? Strano. Perché il tuo corpo non ne può più, ma la tua mente e il tuo cuore sono entusiasti. Perché hai visto tanta gente, a volte troppa, ma l’idea che ci voglia un altro anno perché succeda di nuovo ti sembra insopportabile.

Così, quando alle cinque del pomeriggio la voce dagli altoparlanti ti invita a uscire, speri di aver salutato davvero tutti, e ti avvii verso il Gaslamp Quarter, tra la calca inebetita dei fanboy, e ripensi ai quattro giorni e mezzo che hai appena visto volare.

E com’è stato questo Comic-Con per gli operatori? Business as usual. C’è stata una lieve contrazione di mercato nelle librerie di varia, negli Stati Uniti, che sta preoccupando gli editori, ma il circuito delle fiere si rivolge a un pubblico fidelizzato e affezionato. Fa chic lamentarsi che l’entertainment ruba spazio ai fumetti, ma è vero a metà: c’è tantissimo da vedere, da comprare, da scoprire. L’offerta di incontri e conferenze è senza pari, il contatto con gli autori è così diretto che a volte stupisce che certe persone non siano assediate da una costante folla di adoratori impazziti e anche i vendor di fumetti usati e curiosities abbondano in quantità quasi stordente.

Il Comic-Con per me è stato fantastico. Ho incontrato tanti amici, non mi sono affatto sentito solo come un cane. Sono stato disegnato da mezza dozzina di illustratori eccellenti, ho festeggiato e confabulato con tante di quelle persone che avrò la cuccia piena di biglietti da visita fino a Natale, ne sono sicuro.

E poi fare un Comic-Con dall’inizio alla fine significa fare parte di una cricca di temerari dai nervi saldi, con una resistenza fisica fuori dal comune. Sarà per questo che alla fine di ogni edizione Bob Chapman, il patron di Graphitti Design, tiene il suo memorabile Dead Dog Party. Ecco, a me personalmente il nome della festa non è che faccia impazzire, ma ne capisco il senso: sei stravolto, ma ce l’hai fatta. E Bob si prende cura di te con una buona cena e ottimi drink, in una location segreta e sempre diversa, alla quale si accede solo per inviti.

Questa sera, mentre sbranavo una bone-in ribeye steak, ho visto il disegnatore Mike Norton, che mi ha detto: “Ogni anno, quando compio gli anni, fatico a capacitarmi del tempo che passa. Poi vengo al Comic-Con e la fatica mi ricorda esattamente quanto sono invecchiato.”

Il trucco è prendere tutto come un gioco. Non so dirvi quanto sia stato bello vedere il luccichio negli occhi di Duncan Rouleau, quando oggi mi ha detto: “Hai sentito? Saremo noi a fare il nuovo cartone di Spider-Man.” Il “noi” era per i suoi colleghi dello studio Man of Action, Joe Kelly, Steve Seagle e Joe Casey. E mentre pensavo a questa notizia bomba che riguardava da vicino quattro amici che adoro, mi sono reso conto che il più felice era lui, Duncan, un bambino con un giocattolo nuovo, ansioso e allo stesso tempo sicuro di non sfigurare davanti al suo pubblico.

Forse però la persona che mi ha fatto stare meglio in questi giorni, il vero eroe della fiera, è Art Baltazar, uno degli autori dei Tiny Titans della DC Comics. Sorride sempre, vede il bicchiere sempre TUTTO pieno, adora ciò che fa e parlarne con chi lo legge. “Guarda che non faccio finta” mi ha detto ieri. “Mio padre mi ha insegnato che se le scarpe fanno male, devi toglierti le scarpe. La vita è fatta per stare bene, devi liberarti di tutto ciò che te lo impedisce.” Stamattina, davanti a una platea di bambini (tra cui uno, adorabile, vestito da Capitan Marvel, con tanto di mantello bianco ricamato), ha tenuto banco parlando di ciò che lo diverte e delle storie che ha in cantiere. Quando un giovane papà gli ha detto che i suoi due figli piccoli, dopo aver divorato Tiny Titans, lo hanno costretto a portarli in fumetteria, Franco Aureliani, il socio creativo di Baltazar, ha fatto la faccia di chi ha segnato un gol importante e ha detto: “Yes! Allora sta funzionando!”

Quando mi trovo a vedere scene del genere, scodinzolo di gioia, e non voglio sentir parlare di “crisi”.

 

Cliff

PS: Domattina parto per Los Angeles. Vi scriverò un riepilogo della fiera, e nei giorni successivi qualche recensione delle fumetterie della Orange County e della California settentrionale. Se vi va, continuate a seguirmi!

Oggi, sulla pagina Facebook di BAO Publishing, www.facebook.com/baopublishing, a estrazione tra tutti i fan che vorranno partecipare, un pin in edizione limitata di Bone.

telegra_promo_mangaforever_2

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui