Mexican Standoff, Cajelli tra soddisfazioni e rimpianti per Le Storie 9

Pubblicato il 28 Maggio 2013 alle 21:00

Manacano ancora un paio di settimane all’arrivo in edicola dell’albo, ma continuano a uscire nuovi dettagli sul lavoro del duo Cajelli-Cremona.

Diego Cajelli torna a parlare di Mexican Standoff, l’albo numero 9 de Le Storie che arriverà in edicola il prossimo 14 giugno. Sul volume, firmato insieme a Matteo Cremona, all’esordio bonelliano, lo sceneggiatore milanese aveva tempo fa già svelato alcuni particolari, che potete apprendere qui.

«Mexican Standoff, ovvero: Stallo Alla Messicana. Quella particolare situazione in cui due o più persone si tengono sotto tiro a vicenda, con pistole spianate e il dito sul grilletto.

E rimangono lì, in attesa. In stallo, per l’appunto. Prendi questo concetto, amplificalo, e hai più o meno la mia idea di partenza» esordisce Cajelli sul suo blog, nel suo secondo appuntamento con le anticipazioni del suo primo albo de Le Storie.

«Da un punto di vista tecnico – continua Cajelli – è una delle sceneggiature più complesse che ho scritto. Da cosa si capisce? Dalla semplicità di lettura. Siamo convinti che più complesso sia il lavoro che facciamo in background, più scorrevole e apparentemente facile sia il rapporto del lettore con il prodotto finale».

«In Mexican Standoff, al di là delle cose divertenti (per me) e delle mie passioni da tamarro, c’è un lavoro sui pesi narrativi, sui ritmi e sulla gestione pura della narrazione generale. Lo dico perché non se ne accorgerà nessuno. Come è giusto che sia».

Albo perfetto, dunque? No, un rimpianto non manca: «Sono soddisfatto del lavoro finale? Fino a un certo punto. Confesso. Ho un grande rammarico nei confronti di questo albo. Mi dispiace, tanto, che Sergio (Sergio Bonelli, ndr) non abbia fatto in tempo a leggerlo. Mi dispiace che non abbia potuto leggere qualcosa di interamente mio. Di sicuro non gli sarebbe piaciuto, ma fa niente. Ci tenevo lo stesso».

Non poteva mancare, infine, un pensiero al collega fumettista Matteo Cremona: «Ho letto l’albo per la mia revisione finale, e la prima cosa che mi ha colpito sono i disegni splendidi di Matteo. Sono davvero molto orgoglioso di accompagnarlo nel suo esordio bonelliano. Non che avesse bisogno di me, i suoi disegni sono il miglior biglietto da visita possibile, e mi ritengo molto fortunato ad aver potuto lavorare con lui».

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