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Ali d' argento (Planet Manga)


1 risposta a questa discussione

#1 labirint

    Cavaliere di bronzo

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Inviato 16 marzo 2010 - 09:57

Non trovando il topic di questa serei ne approfitto per aprirlo io.
Ho deciso di recuperare questo volume autoconclusivo che parla di un argomento abbastanza "delicato" e cioè dei così detti attacchi speciali, cioè attacchi in cui i soldati giapponesi si schiantavano con i loro aerei contro i nemici americani.
La guerra vera e propria non è rappresentata, ma vengono messi in luce molti altri aspetti sui giovani che hanno compiuto questo tragico gesto, mettendo in luce in particolare una domanda: cosa ha spinto il protagonista a fare quel fatidico passo che lo ha reso un volontario?
Intanto viene spiegato che per diventare membro di una squadra speciale ci si ofre volontari, ma che in un certo senso si è condizionati a farlo, intanto perchè il regime dipense gli americani come mostri che avrebbero violentato tutte le donne appena fossero riusciti a vincere la guerra, in più risulta un onore morire per proteggere il paese e comunque una dimostrazione di attaccamento alla patria.
Insomma la scelta non è obbligata, ma di certo c'era un forte condizionamento psicologico.
Anche se in modo non approfondito si mette in luce anche la vita di chi resta vivo, delle famiglie delle vittime di questo gesto disperato; se amiamo davvero una persona desideriamo che muoia per proteggerci o che ci resti accanto fino alla fine? La ragazza di un pilota dice che gli uomini vogliono ammantare la loro morte con alti ideali, ma in realtà è solo egoismo..
Ad un pilota giunge una lettera della moglie: si è suicidata con la figlia in modo da poterlo aspettare nell'aldilà appena avrà compiuto la sua missione.
Ma se il tragico passo non è stato fatto per la patria, e non serve a proteggere i cari quale motivazione può avere?
In realtà il protagonista lo fa per tutte le persone che conosce, per proteggerle, per mostrare al mondo che i giapponesi non hanno paura di mettere in gioco la loro vita, per creare un futuro ai propri cari.

In un certo senso mi sono trovato un poco meno coinvolto rispetto ad altre letture forse proprio perchè certe scelte derivano proprio dalla mentalità gaipponese, legati al loro concetto di onore e dovere che è un po' lontano dal nostro.
Considero comunque la lettura scorrevole e ottima anche se i disegni non sono eccezionali e in certi punti sembrano quasi schizzati, forse volutamente per quanto riguarda i visi, nel senso che non erano tanto importanti i singoli protagonisti, ma tutti vengono visti come "fratelli" uniti in un gesto supremo, tutti sono solo macchine che muovono comandi di un arma.

#2 Shin.

    Cavaliere di bronzo

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Inviato 16 marzo 2010 - 15:42

Concordo con quanto detto da Labirint, paradossalmente Ali d'Argento non cerca di narrare il fenomeno "kamikaze" né politicamente né socialmente, racconta le vicende personali dei kamikaze, il loro relazionarsi con altri umani in una situazione estrema.

Il protagonista principale non ha possibilità di scappare o di tornare indietro, sebbene ne abbia una gran voglia, né tanto - a mio ben vedere - per una scelta da eroe martirizzato, bensì perché è inserito in una struttura opprimente che controlla ogni sua azione (vivono reclusi insieme ad altri spinti dalla stessa "vocazione", pochissimi contatti con gli altri, tranne che con le poche ragazze che li "servono"), e che coordina, riempiendole, le sue giornate, praticamente vengono trascinati su quegli aerei e fatti partire per la loro destinazione, senza alcuna possibilità di reazione.

In questo "miglio verde" gli autori preferiscono quindi concentrarsi sulle sensazioni che questi giovani protagonisti hanno, i sentimenti famigliari, gli amori fugaci che si trasformano in colonna portante quando la morte è il tuo destino.

E' un affresco colorito, molto più personale di quello che uno possa aspettarsi, ma non sono samurai e questo rende il tutto ancora più struggente.





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