Innanzitutto ciao a tutti!!!!
E' da un pò che non mi faccio vedere, poco tempo e troppe cose da fare.
Ma rieccomi fra voi
Passiamo al sodo.
Three
Per chi, come me, ha amato alla follia Mars, Three ha sicuramente non esaltato. Quest'opera del 98 è decisamente più shojo di quanto la Soryo ci abbia abituati. Fatta questa dovuta premessa, c'è da dire però che il manga è ben strutturato, fin dalle prime pagine l'autrice delinea benissimo i caratteri dei suoi personaggi e per quanto la storia sembri concentrarsi sul tema dell'amore, in realtà descrive, in maniera molto accurata, le dinamiche ed i compromessi con cui bisogna confrontarsi per entrare nel mondo dello show business, questo aspetto emerge di più già dal secondo volume.
La protagonista Rino infatti, per debuttare come cantante, sceglie la strada della Idol. Una strada facile, ma anche molto caduca, in cui, i casi di lunga carriera, sono più che rari. La Soryo ci delinea la corrente che negli ultimi 10 anni sta caratterizzando molto il mondo dello spettacolo, anche nel nostro bel paese, dove alle Star, si preferiscono personaggi fast food, pronti in pochi minuti e veloci da mangiare e digerire.
Attraverso il protagonista maschile Kei invece, l'autrice ci mostra un'altra faccia dello spettacolo, più precisamente, quella del talento puro, spesso inconsapevole, la cui forza emerge anche da chi non ha aspirazioni o velleità nel mondo dei lustrini e delle copertine patinate. Quella forza naturale che riesce ad attrarre tutti anche da una sola e semplice occhiata, ovvero il carisma.
Kei è un ragazzino i cui problemi familiari lo hanno portato a chiudersi in se stesso e nella musica, unica chiave verso il mondo esterno, unico metro di giudizio per lui.
Kei guarda alle persone ascoltando la loro musica ed è per questo che anche personaggi egoisti ed opportunisti, come il cugino di Rino, Ryuichi, sembrano ai suoi occhi persone particolari e speciali.
Kei non suona la chitarra per diventare una Star, ma le sue innate doti sembrano non volergli lasciare scampo. Il ragazzo è nato per incantare tutti con la sua musica e la sua voce.
I due protagonisti cominciano a frequentarsi ed a piacersi, ciò non toglie che l'incontro con Kei, getterà Rino in uno stato di profonda sfiducia nelle sue capacità, così poco entusiasmanti rispetto all'innata potenza artistica dell'amato.
E' proprio questo aspetto che rende Three, un'opera degna della Soryo, un'autrice che ha sempre messo in campo i sentimenti veri, anche quelli più meschini come la gelosia, ma senza sfruttarli come meri clichè, non li relega ai personaggi antagonisti, o quanto meno non solo a loro, ma anche agli eroi delle sue storie. Da quindi sempre spessore e complessità ai caratteri, riuscendo ad infondere alle sue opere originalità, ormai sempre più spesso latente in un genere inflazionato come quello degli shojo.
Certo alcuni temi e situazioni classiche sono sempre presenti, ma nel complesso l'autrice non manca mai di imprimere il suo tocco di classe, distaccandosi dai soliti clichè, pur servendosi di essi.
Per cui Three, pur non sembrando (almeno per ora) all'altezza delle precedenti opere pubblicate in Italia, si dimostra comunque, una storia interessante e coinvolgente, ho l'impressione che lo diventerà sempre di più
Volevo aggiungere un commento all'impressione che ha avuto Serpico. Non mi sembra infatti che Three c'entri molto con Il giocattolo dei bambini, almeno per quanto riguarda la storia e la caratterizzazione dei personaggi. Certo c'è il mondo dello spettacolo ad accomunarli ed anche Sana è un'artista, ma fondamentalmente le storie viaggiano su binari completamente diversi. Infatti, mentre ne Il giocattolo dei bambini lo showbusiness fa più da sfondo alle vicende personali, in Three invece, sembra essere parte fondamentale nella vita dei protagonisti, anzi direi quasi condizionante della storia stessa. In comune credo che abbiano solo il fatto che, utilizzando lo strumento shojo di facciata, sviscerino invece temi più adulti e profondi, al di là della classica storia d'amore.