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Il castello del drago


4 risposte a questa discussione

#1 Keiki

    Senpai

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Inviato 14 gennaio 2009 - 10:05

Una favola moderna con protagonisti due giovani fratellini

Link articolo: Il castello del drago

#2 spaced jazz

    Senpai

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Inviato 14 gennaio 2009 - 13:27

Bravi per la recensione che recupera alla notorietà un titolo Mangasan molto bello ma passato inosservato o quasi. Mi permetto solo di dissentire sul voto ai disegni, imho da innalzare *almeno* di un voto:
La parte "visiva" a mio parere è superba. Molti magari troveranno, giudicando superficialmente, come semplicistici i disegni di Matsumaga. Ma dietro c'è una clamorosa conoscenza degli stilemi grafici e della loro natura espressiva. Non una sola vignetta, non un solo tratto sono casuali.
La quasi totale assenza di sfondi è palese indice di una "interiorizzazione" psicologica nelle intenzione del mangaka, i personaggi sono estromessi dall'ambientazione "solida" e trasportati in un contesto atemporale e onirico. Le vignette si susseguono con precise funzioni e sono indice di padronanza del simbolismo del mezzo espressivo (il controcampo all'inversione del treno; la tavola della discesa subacquea verso il castello; l'alternanza verticale nella struttura della tavola durante il balletto di Tama; la scansione temporale palesata con la dimensione delle vignette nell'attacco di Hiro alla seppia, o quella - stavolta orizzontale - nel dialogo fra lo stesso Hiro e Ani prima della fuga).
E' uno che "ci capisce" parecchio.

#3 Serpico

    Cavaliere d'argento

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Inviato 14 gennaio 2009 - 14:37

Citazione

Bravi per la recensione che recupera alla notorietà un titolo Mangasan molto bello ma passato inosservato o quasi. Mi permetto solo di dissentire sul voto ai disegni, imho da innalzare *almeno* di un voto:
La parte "visiva" a mio parere è superba. Molti magari troveranno, giudicando superficialmente, come semplicistici i disegni di Matsumaga. Ma dietro c'è una clamorosa conoscenza degli stilemi grafici e della loro natura espressiva. Non una sola vignetta, non un solo tratto sono casuali.
La quasi totale assenza di sfondi è palese indice di una "interiorizzazione" psicologica nelle intenzione del mangaka, i personaggi sono estromessi dall'ambientazione "solida" e trasportati in un contesto atemporale e onirico. Le vignette si susseguono con precise funzioni e sono indice di padronanza del simbolismo del mezzo espressivo (il controcampo all'inversione del treno; la tavola della discesa subacquea verso il castello; l'alternanza verticale nella struttura della tavola durante il balletto di Tama; la scansione temporale palesata con la dimensione delle vignette nell'attacco di Hiro alla seppia, o quella - stavolta orizzontale - nel dialogo fra lo stesso Hiro e Ani prima della fuga).
E' uno che "ci capisce" parecchio.


Tutto probabilmente vero. Nonostante ciò io rimango tra i molti a considerare giusto questo voto, visto com'è considerato anche il lavoro di altri mangaka, uno su tutti Shirow Miwa.

#4 Death Mask

    Senpai

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  • CittàModena

Inviato 14 gennaio 2009 - 14:52

sono d'accordo con lo spaziale!

ho trovato il disegno molto funzionale alla storia in senso estremamente positivo!

detto questo una piacevole sorpresa infatti l'ho recuperato recentemente per caso (tra l'altro il disegno è stato proprio una delle cause che mi ha spinto ad interessarmi alla serie) e mi ha lasciato veramente soddisfatto questa lettura!

#5 Serpico

    Cavaliere d'argento

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Inviato 14 gennaio 2009 - 15:31

Beh sono senza dubbio d'accordo.
Adesso che rileggo sembra quasi che il mio giudizio sia negativo, cosa nn fedele alla realtà.





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