Fables n. 18 di Bill Willingham – Recensione
Ritornano le intriganti storie di Fables e stavolta Bill Willingham si concentra sulle incredibili vicissitudini dei figli di Bianca Neve e Luca Wolf! Quale sarà il futuro di quei pestiferi ragazzini? Alcune profezie che li riguardano non sembrano molto rassicuranti!
Fables n. 18
Autori: Bill Willingham (testi), Mark Buckingham, Gene Ha (disegni)
Casa Editrice: RW-Lion
Genere: Fantasy
Provenienza: USA
Prezzo: € 15,95, 16,8 x 25,6, pp. 192, col.
Data di pubblicazione: febbraio 2013
Che Fables sia una delle migliori serie Vertigo lo sanno anche i sassi e coloro che seguono sin dal principio le intriganti vicissitudini degli eroi delle fiabe inseriti in un contesto contemporaneo non potranno non essere d’accordo. Quella che anni fa poteva a prima vista sembrare un’idea bislacca si è a conti fatti rivelata vincente, specie se prendiamo in considerazione il fatto che il comic-book ha superato le cento uscite, una sua eventuale chiusura non pare (per fortuna) imminente e ci sono state e continuano ad esserci numerose iniziative editoriali imperniate sull’universo narrativo di Bianca Neve, Luca Wolf, Rosa Rossa e compagnia.
L’ideatore del serial, Bill Willingham, ha delineato story-line complesse e articolate ma leggibili e comprensibili, ricche di misteri, intrighi e sviluppi degni di una soap opera. E Fables può inoltre vantare un cast enorme di character e molti di essi che possono risultare di scarsa importanza di colpo assumono un ruolo rilevante. È il caso, per esempio, della Signora Sprat coinvolta nelle macchinazioni del Signore Oscuro. Ed è altresì il caso dei pestiferi figli di Bianca Neve e Luca Wolf, come i lettori avranno modo di scoprire in questo tp che include i nn. 114-123 della testata originale.
Finora erano quasi sempre rimasti sullo sfondo delle narrazioni principali, sebbene Willingham avesse fatto intuire che la loro natura, un mix di retaggio lupesco e da zefiro, sarebbe stata un dettaglio non trascurabile. Dopo la dipartita del Vento del Nord, padre di Luca, la piccola Inverno è ora la regina dei venti e i genitori non gioiscono. Per giunta, c’erano stati accenni su alcune sinistre profezie che avrebbero coinvolto non solo Inverno ma anche i suoi fratelli. E sono proprie tali profezie a costituire la base narrativa di questa sequenza.
Inverno è alla prese con un addestramento difficile ma succede qualcosa a Therese, una delle sue sorelle. Riceve uno strano regalo, un giocattolo senziente che la convince a seguirlo in quella che si preannuncia essere una lieta avventura. E l’avventura ci sarà ma non si rivelerà tanto lieta. La trama si svolge nel Paese dei Balocchi ma la località non assomiglia affatto a quella della tradizione favolistica. Inutile puntualizzare che non mancheranno i pericoli e la vita della bambina non sarà più la stessa.
La storia inizia con un’atmosfera serena e solare ma presto Willingham, a dimostrazione della versatilità della sua ispirazione, inserisce elementi cupi e dark, a tratti horror, che non mancheranno di emozionare il lettore, e ripesca character che credevamo dimenticati come Lord Mountbatten. E pure Darien, il fratellino di Therese, andrà incontro a un destino impensabile. La sequenza è forse una delle più riuscite dell’intera saga di Fables, non solo per gli ottimi testi di Willingham ma anche per i disegni del grande Mark Buckingham, qui coadiuvato da Steve Leialoha, che con la consueta eleganza e raffinatezza e la costruzione inventiva della tavola rende giustizia alla sceneggiatura.
E bisogna tenere d’occhio i due episodi finali. Qui Willingham approfondisce gli enigmi relativi alle profezie sui figli di Luca e Bianca, scrivendo però una storia situata nel passato del terribile lupo. In questo caso, Bill si collega alle leggende arturiane e al mito della Dama dei Laghi e realizza un gioiello cupo e malinconico di grande valenza suggestiva. Ad accentuare la suggestione contribuiscono i disegni oscuri e ombrosi del grandissimo Gene Ha e basta analizzare l’aspetto intimidente di Luca o il fascino ammaliante e nello stesso tempo inquietante della Dama per comprendere il suo talento. Insomma, per l’ennesima volta Fables si conferma come un prodotto di qualità e nemmeno questo nuovo, importante capitolo può mancare nella libreria degli estimatori di uno dei mensili di punta della Vertigo.

























Secondo me dopo la fine dell’impero un poco di smalto Fables lo ha perso, però ha sempre parti molto buone e questo volume è davvero ben fatto per storia, atmosfera, disegni.
L’ho trovato davvero bello e ben studiato e dimostra come il grande cast di personaggi dia moltissime possibilità creative e l’autore le sta sfruttando al meglio creando storie tristi, storie simpatiche, altre ridicole, ma comunque di buon livello
Come tutte le serie che iniziano con un’idea di base dal periodo limitato e che dopo il successo si protraggono a lungo vagando a vista, un po’ come The Walking Dead…
Sicuramente è come dici e in certi punti è stato chiaro che l’autore ha tirato un po’ per le lunghe.
Però non mi sembra navighi a vista ma che diverse idee in testa le aveva, solo che ha un po’ allungato e messo storie un po’ riempitive alla trama generale