DC Comics in Italia: una sfortunata vita editoriale lunga 70 anni – Speciale
In occasione del rilancio dei titoli DC Comics in Italia, ripercorriamo oltre settant’anni di orripilanti scelte editoriali sull’italico suolo in questo speciale in 10 parti a cura di Andrea Marchino
Articolo di Andrea Marchino
Impaginazione a cura di Michele Fidati
Capitolo 1 (parte 1)
L’Anteguerra con l’arrivo di Ciclone!
Il recente avvicendamento editoriale di inizio anno tra Planeta e RW Lion come editori della DC Comics in Italia, è partita subito con discrete polemiche tra gli appassionati, a causa di una prima gestione caratterizzata da (poche) luci e (molte) ombre, ma soprattutto è emblematica della sfortuna storica che l’editore nordamericano ha sempre goduto qui da noi; vale la pena quindi, in occasione del rilancio eccezionale proprio dei titoli DC in questo mese (figlio di quello americano che da quasi un anno tiene banco occupando i primi posti delle classifiche di vendita), ripercorrere oltre settant’anni di orripilanti scelte editoriali che hanno visto come protagonisti proprio gli eroi DC, che sull’italico suolo sono da sempre colpiti da avversità di ogni genere, anche (e soprattutto) quando avevano tutte le carte in regola per sfondare e fidelizzare potenzialmente migliaia di lettori.
Grazie all’inestimabile ricostruzione storica dell’appassionato Marcello Vaccari e ai suoi esaurienti articoli reperibili on-line ormai da qualche anno sulla fanzine telematica Glamazonia (datevi da fare coi motori di ricerca e ne troverete delle belle!), ripresi e talvolta ampliati anche da altri siti, oggi possiamo risalire con assoluta certezza agli italici esordi, in piena era fascista (!), dei personaggi DC Comics (allora National Periodical Pubblication).
I primi avvistamenti avvengono infatti già nel lontano 1939, grazie al capostipite di tutti gli eroi in calzamaglia ovvero Superman, anche se non con storie tratte dagli albi (partiti nel giugno del 1938 in America con Action Comics), bensì con le strisce giornaliere partite invece nel 1939, e quindi arrivate in Italia quasi a ridosso dell’edizione originale.
In assoluto il primo albo ad ospitare super-eroi DC dovrebbe essere il 19 degli Albi dell’Audacia del 2 luglio 1939 (!), pubblicato all’epoca dalle Edizioni Juventus, con una storia appunto di Superman ribattezzato Ciclone (!); successivamente (fino al 1940), compare su altri tre Albi dell’Audacia, due dell’Audace (editore SAEV- Vecchi), su uno dell’Albogiornale (della Casa Editrice Vittoria) e sugli Albi Juventus (della Società Editrice Cremona Nuova e della Casa Editrice Vittoria).
Addirittura, data la scarsità di materiale reperibile sul personaggio vennero quasi subito commissionate alcune storie a degli autori italiani (e non saranno le uniche, negli anni), ovvero i fratelli Vincenzo (testi) e Zenobio Baggioli (disegni); è tra queste che si assiste a storture anche notevoli rispetto alla psicologia del personaggio, ad esempio in un’avventura Ciclone fa crollare una casa nella quale si era rifugiato un bandito, dicendosi soddisfatto per aver fatto giustizia, dopo peraltro aver cercato di ammazzarlo già prima senza tanti complimenti.
Da notare quindi la sfilza di record negativi già alla sua prima apparizione, oltre al nome cambiato, il costume colorato completamente di rosso (e con mutande gialle, quando si capiva di che colore lo facevano), la sua classica “S” subito sparita, traduzioni improbabili e rimaneggiamenti/aggiustamenti dei disegni fino allo stravolgimento del personaggio (con riscritture ex-novo delle storie), abbiamo anche una sfilza di editori diversi, quasi pari al numero di albi pubblicati; dopo una partenza così bruciante, una manciata di storie a casaccio, tratte oltretutto non dalle collane originali ma delle strisce sindacate, pubblicate a destra e a manca su riviste e supplementi vari (con formati diversi e rimontaggi delle vignette), arriva nientemeno che la Seconda Guerra Mondiale a bloccare fin da subito ogni ulteriore pubblicazione.
E questo è solo l’inizio!
Capitolo 1 (parte 2)
Il Secondo Dopoguerra con Ala d’Acciaio, Il Fantasma e l’Aquilotto!
A riprendere le pubblicazioni di eroi DC dopo la Seconda Guerra Mondiale ci pensa la Casa Editrice Milano (poi Edizioni Mondiali), che ripropongono i personaggi National su quella che molti indicano come la collana antologica Collezione Uomo Mascherato (I serie), titolo però mai apparso in evidenza sugli albi che spesso anzi iniziavano con la prima tavola della storia direttamente come copertina (simpatico allestimento editoriale che decenni dopo verrà ripreso, per incuria e sciatteria, nientemeno che dalla Rizzoli per i suoi inserti di Corto Maltese!); talvolta poteva pure essere usata una cover originale, spesso ci compariva il personaggio protagonista magari senza nemmeno il proprio nome ma direttamente col titolo della storia (sigh).
L’anonima collana settimanale tra il 1945 il 1946 raggiunse le 31 uscite, una dozzina delle quali dedicate ai personaggi DC, primo fra tutti Batman (apparso qui per la prima volta in Italia sul numero 19), ribattezzato Ala d’Acciaio, forse per le fattezze del suo primo costume, più squadrato, che potevano far pensare ad un’armatura (quello per intenderci di Detective Comics 27/34); il formato era ridotto, tipo libretto, le pagine ben otto (diconsi 8, copertina compresa!), e gli altri eroi DC presentati a turno erano Lanterna Verde (ovviamente il primo, Alan Scott!), Crimson Avenger, lo Spettro, Hourman e Sandman (ribattezzato prima Saetta e poi incredibilmente l’Uomo della Sabbia, ovvero in maniera più aderente all’originale).
Unica nota positiva, si fa per dire, l’utilizzo delle storie originali dei comic-book e non più solo quelle delle strisce quotidiane, usate soprattutto sulla II serie della Collezione Uomo Mascherato e su un’altra collana chiamata Urrà!; di contro, oltre al formato ridotto, le traduzioni incerte, i disegni rimaneggiati, molte storie erano direttamente “ricalcate” per intero dalle originali ovvero tracopiate con dei lucidi dagli albi americani, giunti da noi però con l’ulteriore passaggio attraverso le edizioni francesi di cui questi albi erano la fedele versione italiana (argh!).
Anche Superman (ribattezzato un po’ più appropriatamente L’Uomo d’Acciaio), riappare dopo la Guerra sugli albi a striscia della vera Collezione Uomo Mascherato, a partire dal numero 8 (indicata comunemente come II serie, in realtà la I come detto non riportava nessuna indicazione in copertina); la testata era chiamata così in base al personaggio di punta che inizialmente era Blue Beetle (allora della Fox Comics e non ancora della DC), nominato anche, per semplificare le cose, Fantasma d’Acciaio alla sua prima apparizione e solo dopo Uomo Mascherato (nome col quale sarà però ricordato da noi il personaggio di Phantom di Lee Falk e Ray Moore).
Dal numero 67 la collana cambia nome in Collezione Uomo d’Acciaio, proprio per adeguarsi alla massiccia presenza del personaggio più ricorrente, che in quest’ultimo periodo vi comparirà praticamente ogni numero; sempre su queste pagine riappaiono Batman & Robin (dal numero 58), ribattezzati però Il Fantasma & l’Aquilotto, che continueranno ad essere pubblicati sia qui (fino al 1948) che su una nuova testata chiamata Urrà! (uscita per tutto il 1947, e dove esordì Robin), collana che divideranno oltre che con Superman anche con Tarzan (!).
Per quanto riguarda formati (difformi dall’originale), traduzioni (così così), tracopiature, aggiunte e rimaneggiamenti dei disegni, nulla cambierà però; sicuramente erano altri tempi, molto più pioneristici, con molte più difficoltà oggettive nel reperire i materiali originali, ma soprattutto un’epoca in cui la sensibilità e la cura verso il materiale da pubblicare era completamente all’opposto di quanto, dopo decenni di orrori editoriali, siamo faticosamente riusciti a raggiungere oggi, dove una logica di rispetto per l’opera e gli autori originali sono, per nostra fortuna, universalmente più accettate e soprattutto culturalmente acquisite, sia da parte di chi legge che di chi pubblica (anche se non sempre, con le dovute eccezioni).
Insomma, fossero anche veri “reati” (punibili dall’ergastolo alla pena di morte :-p), ormai sarebbero caduti in prescrizione; certo, non fu molto consolante come inizio, e se il buongiorno si vede dal mattino…































[precisina mode ON]
Ma per Primo Dopoguerra non si intende quello successivo alla Prima Guerra Mondiale (e non alla Seconda)? ?_?
[precisina mode OFF]
XD
Ho letto con interesse e faccio i complimenti, però, da lettore di antico corso, mi permetto di dire che sei stato un po’ ingeneroso :definire gli anni Mondadori “buttati nel cesso” è esagerato.
Visto con gli occhi di oggi la cura editoriale è ovviamente scadente, però non si possono paragonare gli anni del dopo-guerra a oggi (dove con internet si sa tutto e il contrario di tutto).
Avrei preferito un po’ più di affetto e riconoscenza per l’ingenuità dell’epoca !
ps tra l’altro all’inizio anche la Corno alternava pagine a colori con il b/n
Davvero un bellissimo servizio, mi stai spiegando bene com’è andata la DC in Italia…complimenti, sei davvero bravo e molto dettagliato, attendo con curiosità il seguito…^_^
Concordo con Michele,anch’io sono un lettore di vecchia data,ho 50 anni e colleziono gli albi mondadori degli ultimi anni 60.Certo a paragonarli con quelli di adesso si inorridisce ma ti posso garantire che i miei occhi da bambino gioivano a leggere questi albi.Per il resto complimenti(sei anche divertente nei tuoi personali commenti)il percorso mondadori,williams,Cenisio da me personalmente vissuto è scritto molto bene e azzeccato.Anche se lo conosco già attendo il proseguo del discorso.Buon lavoro
Gran begli articoli.
Piccola precisazione, di Jonah Hex era uscito anche un volume della Magic, mi pare fosse un volume unico, fra i primissimi vertigo pubblicati da loro
Ottimi articoli.
Puntualizzo che ne Il Supereroe della Corno apparve anche qualche episodio dello Shade di Steve Ditko. Sono curioso di sapere cosa scriverai quando arriverai all’era Play Press!
Non condivido i toni di questo articolo, che mi paiono troppo aggressivi e in alcuni casi, per certe realtà editoriali importantissime del mercato italiano (vedi, Mondadori), anche offensivi. La noia regna sovrana, come se si trattasse di uno sfogo continuo, come se tutto fosse stato un fallimento e senza “mai parlare” dei tempi in cui quelle realtà hanno operato!
Chissà perchè, ma credo che quando si parlerà dell’attuale (momentanea) fase lion, i toni saranno entusiastici.
In rete c’è di meglio e scritto in termini più accettabili e realistici.
Male ragazzi, male.
Perchè pensi questo? :)
Non credo affatto che arrivati all’era Lion ci saranno complimenti. Tutt’altro.
A me sembra che il materiale di questi articoli sia molto interessante, però giace affogato nel ‘pianto d’autocommiserazione del fan DC tradito’, che tutto pervade.
Capisco che gli eroi DC abbiano avuto un iter editoriale particolarmente sfortunato, però, però… in questi articoli c’è ‘sto tono monocorde da complesso di persecuzione e libello polemico che, alla lunga, risulta un po’ stucchevole. Almeno per me.
Tra l’altro ho l’impressione che questo punto di vista ‘da fan purista odierno’ abbia falsato un po’ la prospettiva sulle pubblicazioni di certi decenni in cui le modalità di edizione dei fumetti erano ben altre. Cioè, lo so anche io che, visti con gli occhi di oggi, le edizioni degli anni ’40 e ’50 sembran criminali. Ma erano (ben) altri tempi, la sensibilità era diversa. E’ come voler accusare di anti-femminismo un cacciatore di streghe del ’600…
Insomma, imho lo sfondo degli articoli (i molti riferimenti bibliografici, ecc.) è pure interessante. Ma è il continuo tono da ‘piangina’ che lo rende monotono. E che, a tratti, fa perdere un po’ il senso stesso della storia editoriale della DC in Italia, che resta sepolto dai commenti commiserativi.
In pratica, ciò che rimprovero a questo ciclo di articoli è la scarsa obiettività e oggettività. Pare soltanto un pamphlet polemico… :-\
(Ci sarebbero anche un po’ di cosine da riguardare nella struttura delle frasi, che a volte risultano poco fluide e con qualche errorino, ma vabbè, son piccolezze. Circa.)
Ops!
visti con gli occhi di oggi —> vistE
Sicuramente più fluide di altre cose che si comprano in giro ;)
E poi da noi è tutto gratis :D
Michele, scusami, ma per me la scusa del ‘è gratis’ non giustifica tutto, mi spiace.
E’ vero, in giro c’è ben di peggio, anche a pagamento. E quindi, che vuol dire? Che per strada posso permettermi di non dare la precedenza perché quello davanti ha già stirato un vecchietto?
Lo so che questo è un sito amatoriale e gli articoli lo sono di conseguenza. Però non è una scusa dietro cui nascondersi se qualcuno, molto serenamente, vi fa notare che c’è il tal difetto, imho. Prendila per un’occasione per migliorare, invece.
Proprio perché ormai, a tutti i livelli, compresi quelli dell’editoria ufficiale, sempre meno si cura la forma italiana dei testi, io sono diventata molto sensibile sull’argomento. Sarò ingenua, ma resto convinta che un testo che andrà presentato a un pubblico debba essere curato fin nei minimi dettagli. Anche se è gratis.
Sennò dai l’idea di ragionare con la logica “Massì, manda su così com’è, tanto non pagano, si ingoino quel che passa il convento e non rompano!”
Ma non credo (spero) sia questa la logica che muove MF, vero?
No, la mia era soltanto una battuta :). Le frasi, soltanto in alcuni passaggi, possono essere poco fluide ma considera che Andrea ha scritto uno speciale di oltre 110.000 caratteri, e secondo me sta uscendo davvero bene.
Mi fa piacere che concordi sul carattere “noioso e ripetitivo” di questo articolo (peraltro, evidente) oltre che sul fatto che esso non è improntato da un punto di vista da “lettore moderno” (totalmente inadatto, quando si deve tenere conto della realtà dell’epoca). Tutto ciò non lo rende interessante. Se pensi che le notizie contenute nell’articolo sono reperibilissime sulla rete, capirai bene che, oltre alla noia, la superfluità regna sovrana.
basta uscire da questo articolo e sito con un click ;)
Il mio parere è che questo tono continuamente accusatorio e critico stanchi ma sia necessario in quanto guardando oggi a quei tempi viene da ridere…ma neanche troppo (vedi Planeta ‘-_-) Non si possono comunque criticare a mio avviso troppo quelle pubblicazioni, parlo soprattutto di Corto Maltese, che ha avuto certamente il merito di provare a proporre quanto di buono era stato scritto oltre oceano, in una veste editoriale più che decente e apprezzabile, ma soprattutto che non stanchi il lettore. Perchè non è vero che Toppi e Manara fanno a pugni con Moore, Miller e Moebius. Io li ho trovati tutti quanti godibili, poi che gli errori di traduzuone/lettering/layout/grafica e quant’altro ci siano è un’altro discorso. Il punto è che non puoi criticare una rivista cosiddetta “balenottero” (alla Lupoi) perchè presenta argomenti assortiti e variegati, non ha proprio senso… Gli inserti li facevano per invogliare la gente a comprare la rivista, lo dici anche tu che molti conservavano solo quello, d’altronde una casa editrice dovrà pure sopravvivere in un qualche modo, no? Oppure vogliamo dei suicidi editoriali (e ci risiamo con la Planeta) con tutti gli annessi che seguono?
Se guardare a quei tempi ti viene da ridere, a me, invece non viene da sorridere. Primo, perchè costituisce una mancanza di rispetto per i lettori di quei tempi. Secondo, perchè, ai lettori del futuro verrà da ridere a quello che tu leggi oggi.
Poi, mi scuserai, ma tutto questo motivo di ridere non lo vedo.
Prendiamo gli editoriali: se paragoni quelli degli albi lion a quelli di Luca Scatasta sui primi otto numeri di Play Saga, mi viene da pensare ad un GIGANTESCO passo indietro.
Rupert dai per scontato che arrivati a Lion i toni saranno positivi.
Io credo che l’articolo invece continuerà così anche parlando di Planeta e Lion.
Quindi non credo che dirà: che schifo il passato, oggi invece è tutto bello.
Ma DC è storicamente bistrattata e continua a esserlo
Labirint, sei troppo ottimista. I toni saranno positivi eccome o hai dimenticato un certo articolo sui “bimbominkia” pubblicato su questo sito in cui coloro che contestavano la lion erano etichettati in questo modo?
Vedrai, la Planeta sarà attaccata selvaggiamente, ne scriveranno tutto il male possibile e immaginabile, mentre per l’attuale lion sarà il contrariio.
Ripeto, l’unico errore degli spagnoli è stato quello di non intervenire in maniera diretta in Italia. Se fossero stati “meno tipografia” e più “casa editrice”, oggi discuteremmo di una realtà molto diversa da quella che fallacemente è stata costruita.
Hai letto Batman Classic? Ecco, non aggiungo altro.
Non fraintendere, mi viene da ridere (e ho anche postposto “ma non troppo” ma sembra passato inosservato…) per “Ala d’Acciaio, Il Fantasma e l’Aquilotto”, non per mancanza rispetto, ma perché sono nomi assolutamente ridicoli. Non penso inoltre che i posteri rideranno delle letture di oggi, un conto é bistrattare un fumetto e renderlo irriconoscibile dall’originale come facevano negli anni trenta, oggi i prodotti sono qualitativamente molto alti, almeno come edizioni; ho letto qualche numero di play saga ma non mi sembra che gi editoriali siano così meglio di quelli attuali della Lion…della Planeta per quanto mi riguarda non si potrà mai dire abbastanza male, con tutto quello che ci hanno fatto passare senza nemmeno provarci a migliorare qualcosa…
Ti viene da ridere per Ala d’Acciaio, il Fantasma e l’Aquilotto perchè sono assolutamente ridicoli? Ecco, questa mi mancava proprio. Quindi, tu pensi che il tuo personale punto di vista sia migliore di quello che avevano i lettori degli anni cinquanta e sessanta? E inoltre sei così convinto di questo da affermare che i lettori del futuro non rideranno di quello che leggi o del modo in cui oggi ti vengono proposti i fumetti americani? E sei anche convinto che gli editoriali di Play Saga siano migliori di quelli lion e che il male era la Planeta?
Perdonami, ma le tue convinzioni mi fanno molto sorridere, amico mio.
Il Batman Glenat però a suo tempo lasciava perplesso per il minestrone, ma ricordo eran molto belli certi redazionali, mi pare quelli per lo più scritti (se ben ricordo) da Antonio Caronia, che poi scomparve dal fumettomondo, e mi pare molti lo invocassero all’epoca play
I redazionali rappresentavano uno degli aspetti migliori delle edizioni Glenat. Quando i diritti di quelle storie passarono alla Play Press (presso la quale non lavorava più Scatasta), ci fu un deciso abbassamento di qualità. Un altro aspetto che non mi piaceva di quelle serie erano le dimensioni, più ampie del classico 17×26. Una scelta che non ho mai compreso appieno.
Anche secondo me l’articolo è uscito bene! Anzi lo continuo a leggere perchè lo trovo interessante, ho solo detto che secondo me il tono era un po’ troppo da “pianto di delusione”, passatemi il termine, però è apprezzabilissimo che qualcuno si impegni così tanto per una argomento di tale ampiezza cronologica… La finisco di rispondere perchè qua mi si sta fraintendendo, io NON ho inteso assolutamente dire che il mio punto di vista è migliore di quello di molti altri né che le proposte editoriali odierne siano migliori di quelle passate né che io abbia le capacità e le competenze per giudicare un editoriale…se ci guardi non l’ho scritto da nessuna parte; ho semplicemente commentato che stravolgere i nomi di alcuni degli eroi più blasonati del tempo in America non mi sembra proprio il massimo e che fra gli editoriali che tu citi e quelli odierni non trovo tutta questa differenza. Per la questione Planeta mi sono dimenticato di dire che hanno avuto anche tantissimi meriti, solo che in confronto a quanto fatto a metà/male/ingenuamente/senza cura e quant’altro si possa dire questi tanti meriti passano in secondo piano…poi mi sbaglierò ma io la penso così, e posso portare tanti esempi…detto ciò continuo a leggere, ottimo lavoro!!
Penso che la tua opinione, secondo cui l’articolo “è uscito bene” sia viziata dalla mancanza di letture di paragone. Per il resto, le tue parole sono chiare, quando hai scritto: “mi viene da ridere (e ho anche postposto “ma non troppo” ma sembra passato inosservato…) per “Ala d’Acciaio, Il Fantasma e l’Aquilotto”, non per mancanza rispetto, ma perché sono nomi assolutamente ridicoli”.
Quindi, nessun fraintendimento. Per te sono nomi ridicoli! E dal mio personale punto di vista, ciò costituisce mancanza di rispetto.
Rispetto alla Planeta, non concordo: quello che dici tu avrebbe un senso se si partisse dal presupposto che la Planeta disponesse di “mani libere” nel mercato italiano, ma non è stato così.
Prima di tutto, perchè non hanno mai aperto sedi nazionali e in secondo luogo perchè, per tutti gli aspetti legati al nostro mercato, si appoggiavano al distributore (al quale, secondo me, vanno attribuite le maggiori responsabilità). O ci siamo dimenticati i volumi Vertigo scomparsi e riapparsi magicamente in occasione di una famosa mostra mercato?
Credo che il rapporto Planeta/Italia sia stato questo: “voi stampate qualche copia in più per l’Italia, ci occupiamo noi di tradurla e adattarla e di venderla, oltre che a distribuirla”. E i risultati si sono visti.
Il male di cui parli, quindi, non va riferito agli spagnoli, la cui unica (gravissima) pecca è stata quella di non legarsi più a fondo (e seriamente) al nostro mercato.
Che Rupert trovi l’articlo noioso, ci puo’ anche stare(questione di gusti), ma è ridicolo che si affermi un “prossimo” buonismo verso la Lion, proprio in un sito in cui la cura editoriale viene criticata in ogni occasione (credo che le parole meno distruttive siano state spese per il recente volume dela Doom Patrol)…
Dici?
Leggi qui:
http://www.mangaforever.net/52061/comics-world-28-bamboccioni-allassalto
E questo l’hai dimenticato ?
http://www.mangaforever.net/63350/comics-world-37-dc-reboot-un-bilancio
Sei pregato di leggere tutto quel che pubblichiamo per poter dare un parere davvero serio e che non faccia ridere gli altri…
Mi spiace, ma l’apoteosi è stata raggiunta qui:
http://www.mangaforever.net/52061/comics-world-28-bamboccioni-allassalto
Tutto il resto è noia, come dice una nota canzone.
Sai cosa mi ha fatto ridere? Pensare che per cinque anni sui forum è stata condotta una guerra mediatica di aggressione contro la Planeta per traduzioni e lettering che gli spagnoli non avevano il potere di controllare (visto che non si occupavano di tutte le fasi dell’adattamento degli albi al mercato italiano) e tutto per far credere che, venuta meno, la Planeta, gli errori sarebbero scomparsi.
Oggi tutti sanno che non è stato così.
E quando molti si sono resi conto di essere stati presi per i fondelli e legittimamente si sono incazzati, si pensa di poterli chiamare bamboccioni o bimbominchia (solo per questo)?
Vedi, sono queste le cose che fanno sganasciare dalle risate.
Tornando alla tua opinione così maldestramente poco simpatica nei miei riguardi, devi capire che chi viene su questo sito non è obbligato a leggere tutto quello che pubblicate.
Inoltre, considera anche che l’articolo che ho linkato io è del 23 gennaio 2012. L’articolo che hai linkato tu è del 22 maggio 2012.
Vedi, in cinque mesi possono cambiare tante cose. Speranze possono essere deluse e sogni possono essere infranti. Il sostegno originario può venire meno per varie ragioni, ma il precedente difficilmente può essere cancellato (soprattutto quando si raggiunge l’apoteosi).
Puntata n.6:gestione Rizzoli,penso sia il modo più nefando per presentare e rovinare autentici capolavori mondiali solo per il gusto di essere diversi,nel male,dagli altri.E’non è assolutamente confrontabile con le altre gestioni perchè i mondadori,la Wlliams,La Cenisio un minimo di logica e di impegno(ovviamente rapportato a quei tempi)ce l’avevano messa, la Rizzoli,invece, capitanata da quella….di Fulvia Serra invece prendeva per il sedere i lettori con quelle introduzioni che sembravano ricavate dall’antico testamento!Vedere rovinare la pubblicazione del dark knight returns con corto maltese è stato semplicemente abominevole,anche se riscattata con la pubblicazione integrale(che ancora conservo)del libro.Per il resto concordo su tutto con te!Ciao
Mi trovo abbastanza d’accordo con la tua opinione, Pietro. Forse, però, chi gestiva la “cosa fumettistica” per Rizzoli a quei tempi, magari, non aveva una conoscenza approfondita dei fumetti.
Riguardo a Williams Intereuropa e Cenisio, avessero avuto più fondi, le cose sarebbero potute andare diversamente. D’altra parte, riprendere laddove si era fermata la Mondadori (che è un colosso editoriale) non è stato facile per niente.
Nessuno di voi ci ha pensato, vero?
Non capisco bene le critiche fatte a questi articoli…a me sono piaciuti moltissimo e sono curioso di leggere il seguito. Sono molto ben fatti e ben documentati.
Complimenti, Andrea! ^^
Mah!Leggendo e rileggendo ancora l’articolo di Andrea sulla gestione Rizzoli mi viene ancora una tale rabbia in corpo che il tempo non l’ha mai completamente sopita.La rabbia è ancora così forte che vedendo adesso la gestione Lion mi sembra di essere nel paradiso dei fumetti.Quindi mi riallaccio al discorso di qualche mese fa dove i bamboccioni di”Brunetta”memoria hanno strillato contro le traduzioni o qualche paginetta bislacca e che non hanno vissuto minimamente la carestia dei fumetti o le gestioni criminali alla Rizzoli non si rendono conto che quello che arriva ora grazie anche al progresso è tutto oro colato.Godiamoci questi momenti…
Vediamo se ho capito bene: secondo te, la gestione lion (che, secondo la mia opinione e la stragrande maggioranza della rete, ha segnato un passo indietro come qualità generale rispetto alla Planeta e alla Play Press) sarebbe meritevole di un giudizio positivo solo perchè quasi trent’anni fa la Rizzoli ha o avrebbe fatto peggio?!
Vedi, il paragone, semmai, si fa con l’insieme delle realtà che l’hanno preceduta e non scegliendo quella che si è rivelata peggiore solo per giustificare un improponibile giudizio positivo della gestione attuale.
Per come la vedo io, perfino la Rizzoli ha fatto meglio della versione di Batman Classic.
Ti faccio, infine, notare, che chi ha “strillato” (vedi, si strilla ancora sulla rete) contro la pessima qualità delle traduzioni lion era ben consapevole della incredibile mole di materiale presentata dalla Planeta dal 2006 al 2011. Chi ha letto Planeta in questi neppure sapeva che Rizzoli ne deteneva i diritti quasi trent’anni fa. Inoltre, tieni conto che la realtà che “controllava materialmente” traduzioni e lettering degli albi Planeta è la stessa che oggi propone lion. Quindi, sotto questo profilo, non è cambiato nulla e in ciò si spiega la rabbia di tanti lettori, che sono stati indotti a credere che, venuta meno la Planeta, i refusi sarebbero scomparsi.
Oggi tutti sappiamo che non è così.
Inoltre, tieni conto che la realtà che “controllava materialmente” traduzioni e lettering degli albi Planeta è la stessa che oggi propone lion.
Mi permetto di far notare che le traduzioni venivano fatte in Italia (e quando se ne occupava la Magic Press non erano “legnose”) ed il lettering in Spagna (come indicato su tutte le pubblicazioni Planeta in mio possesso); l’unica collana che si è salvata da questo trattamento è stata “BATMAN: La Leggenda”, tradotta e letterata interamente dalla Magic Press.
Ok Rupert,diamo tempo al tempo.Io ricordo perfettamente quando si stava peggio e per me ora si sta meglio ma capisco anche che chi non ha sofferto la fame in questo momento vuole il caviale e non si accontenta del pollo.Ho gioito quando è subentrata la Play,idem per Planeta e Lion.Io voglio la garanzia di avere un bel pollo tutti i giorni voi il pollo lo date per scontato e volete il caviale e giustamente si protesta se il caviale non è di qualità.Speriamo che le vendite sostengano la Lion così quest’ultima sarà incentivata a migliorarsi altrimenti le ns chiacchiere non servono a nulla…Ciao e complimenti per la tua passione
Non ci giurerei che se le vendite sostengono la lion sia un incentivo a migliorarsi…
Potrebbe passare come un “che ce frega, compran lo stesso”
PS: io credo di esser uno dei più critici di MF (sono stato anche invitato a non leggere se non mi piaceva dopo un paio di critiche educate e spiegate nelle motivazioni nell’apposita area del forum…), però per le critiche di cui sopra faccio notare che ad articolisti diversi posson corrispondere opinioni diverse. Poi Rupert se anche avessi avuto ragione dopo acerti letto potrebbero sempre cambiare l’ultima parte pvr smentirti… Meglio commentare dopo.
E noi dovremmo o potremmo cambiare l’ultima parte perchè l’ha detto Rupert? ahahah
Mi riesce difficile immaginare, in questo momento, vendite positive se il mercato, già in crisi da anni, è vicino al baratro. In un momento in cui anche i grandi editori si lamentano e i piccoli temono di scomparire, come si possono immaginare prospettive positive?
Passata l’euforia (perchè un po’ tutti si sono ormai accorti che la qualità delle storie del reboot DC è molto scadente) verrà il momento delle decisioni irrevocabili, che per i lettori di comics significa stilare l’elenco delle serie da tagliare (come rami secchi).
Venendo a quelle lion, penso che la prima che ci saluterà tra qualche mese sarà quella dei Giovani Titani (che anche la Planeta inutilmente cercò di proporre), poi sarà il turno di quella della Justice League e infine quella di Lanterna Verde (che forse proseguirà a 5-6 euro in fumetteria). Resteranno solo Batman e Superman ancora per qualche tempo, prima di svanire.
Questa è la tendenza che caratterizza e ha caratterizzato tutti gli editori che negli anni hanno gestito i diritti DC.
Il motivo è semplice: in assenza di una campagna tesa a far conoscere i personaggi DC al grande pubblico (di lettori di comics e non), ogni volta che cambia l’editore, le novità animano solo la platea dello zoccolo duro degli appassionati (che, però, si riduce a ogni cambio di diritti). Così, nel primo periodo tutti si fiondano sulle nuove testate, dando all’editore l’idea di avere centrato un successo commerciale. Poi c’è l’inevitabile calo. Chi nel frattempo ha comprato tutte le nuove serie, deve decidere cosa continuare, tenuto conto di quelle che già segue di altri editori (leggi, Marvel). E così iniziano i tagli. Si comincia con le serie meno indispensabili (Giovani Titani) e si prosegue fino a quelle irrinunciabili (leggi, Batman e Vertigo).
Se poi ci mettiamo che i prezzi degli albi DC sono mediamente più alti di quelli Marvel/Panini, capirai che non è poi così difficile scegliere chi tra Deadpool e Giovani Titani deve cadere giù dalla torre!
Ah ora ci mancava anche lo spam, e? Dopo aver cambiato 153 nick e 435 blogspot, ti rimetti a spammare il tuo “blog” ? :D
Se poi ci mettiamo che i prezzi degli albi DC sono mediamente più alti di quelli Marvel/Panini, capirai che non è poi così difficile scegliere chi tra Deadpool e Giovani Titani deve cadere giù dalla torre!
Ancora con questa storia dei prezzi “mediamente” più alti…
I cartonati ed i brossurati e gli spillati Lion (da fumetteria) sono più economici di quelli Panini (in alcuni casi costano lo stesso) e sono rilegati…
La Panini rilega soltanto i cartonati più costosi (esempio: tutta la collana Panini Noir è cartonata/incollata);
Per quanto riguarda gli spillati da edicola, la spunta la panini (ma non con Moon Knight!)
mah, la comic art è stata molto confusa, ma io credo che il mercato non fosse pronto per la vertigo… E sopratutto non a quei prezzi, le vendite non sarebbero mai state abbastanza.
Non concordo con il fatto che fossero cari “Dc comics preseenta” a 96pag.4000lire mi pare non eran cari, e gli albetti da 32pagine a 1200lire, beh, forse la somma delle storie portava a un esborso maggiore, ma non si era obbligati a prender tutto, e a quel prezzo eran proprio regalati. Anche se mi pare aumentò in fretta a 1500lire prima delle 64pagine.
In parte, hai ragione. 96 pagine a 4.000 lire all’epoca non rappresentavano una enormità. Gli albi di 72 pagine costavano 2.900 lire.
Gli albi di 32 pagine a 1200 lire erano molto convenienti. Credo sia stata la prima ed unica volta di monografici a così basso prezzo.
Però parliamo anche di un’epoca in cui le vendite erano almento dieci volte superiori a quelle attuali.
certo, ma quel prodotto era ancora più di nicchia di oggi, comics USA non superoistici praticamente non ce n’erano.
Certo, però quelli erano anche i tempi in cui dei comics si percepiva una sensazione differente, come se non tutto si riducesse all’Uomo Ragno, a Superman e ai Fantastici Quattro.
32 pagine a 1.200 lire
Oggi un 32 pagine costerebbe almeno 1,75 euro cioè tre volte tanto.
Permette di constatare quanto potere di acquisto abbiano perduto i lettori a seguito dell’arrivo dell’euro.
I formati sperimentati dalla Comic Art erano davvero innovativi e penso che se non ci fosse stato l’avvento di Marvel Italia come filiale della Marvel Usa, sarebbero stati premiati.
I problemi nacquero nell’aprile 1994, quando tutti i vecchi licenziatari dovettero precipitarsi sugli Indipenenti e sulla DC per continuare ad esistere (oltre che sui manga).
La Comic Art avrebbe potuto espandersi molto sul fronte DC, ma già da qualche mese la Play Press aveva iniziato ad accumulare licenze (Superman, Flash, Batman, ecc.), mentre la Star Comics aveva fatto man bassa di quelle Image della prima generazione.
Alla Comic Art era rimasto ben poco (poteva puntare sulla linea di supereroi della Dark Horse, l’Ultaverse?). Poteva lanciarsi sui manga?
In quei tempi, le case editrici nascevano spuntavano come funghi dappertutto.
E la Comic Art non riuscì ad andare avanti.
Un vero peccato.
Nuova “puntata” di questo lungo scritto ed ennesimo attacco proditorio contro una casa editrice (la Comic Art).
Peccato che non si dica che il giudizio espresso è solo una opinione personale (e per fortuna, poichè la maggior parte delle asserzioni ivi contenute non sono condivisibili, oltre che lontane dalla realtà).
Mi chiedo quale sia lo scopo di tutto questo.
Forse dimostrare che il modo attuale di pubblicare la dc è migliore di quello del passato (vogliamo scherzare?).
La Comic Art, in quegli anni, è stata molto intraprendente nel pubblicare prima “HORROR” e “DC COMICS Presenta” e poi i monografici Vertigo; secondo me, inizialmente, più che pubblicare supereroi, mirava ad entrare nel mercato dei fumetti del genere horror (appunto!), già occupato da outsiders quali SPLATTER e MOSTRI, proponendo qualcosa di nuovo e diverso dagli autori italiani… Poi si è “ritrovata tra le mani” quei capolavori targati VERTIGO e non ha saputo gestirli al meglio. Un vero peccato! La Comic Art mi ha fatto conoscere SHADE, HELLBLAZER, SANDMAN ed il modo VERTIGO di fare comics americani e da allora non posso più farne a meno!
Comic Art, Magic Press, Planeta e Lion andrebbero apprezzate solo per il fatto che hanno proposto e propongono il materiale VERTIGO.
“Vabbè, ma qui si parla di DC…”
Ok, allora buonanotte!
Scusate la domanda idiota…perchè Starman della Play Press non è valido? A parte il fatto che è monco, mancano un sacco di mini e mi si scolla ogni singolo volume (‘-_-) in teoria non mi sembra stampato così male o con errori evidenti…forse è per il prezzo alto, sarà che io li ho pagati una miseria…però mi piacerebbe un commento da quelli che all’epoca dell’uscita già leggevano dc…
Per amor di cronaca, in alcune fiere fumettistiche (mi par di ricordare il Cartoomics) lo stesso stand della Play Press vendeva tutti i numeri di DC Universe a 0,50 € l’uno!!! Non vi dico quanta rabbia ho provato in quel momento!!!!
Mah, Starman per me aveva un prezzo adeguato alla concorrenza, sicuramente c’era il cronico problema dell’autosmontamento dei volumi (e secondo me questo era uno dei loro problemi maggiori, poco enfatizzato enll’articolo). non sono in grado di giudicare le traduzioni, ma la confezione per mer era ok, magari non perfetta, ma…
Leggo molte critiche sui prezzi play, ma spesso proponevano prodotti più di nicchia rispetto ai mainstream ,e la scelta era obbligata, o si finiva in fumetteria e a maggior ragione…. E ricordiamoci che se si finiva in fumetteria era per le vendite basse, non certo per masochismo dell’editore.
Stesso discorso per la critica alla brossura che alza i prezzi, io son per il prodotto più economico, ma tanto non saranno mai contenti tutti, sono in molti che dicono preferiscono pagare leggermente di più per la brossura.
Sinceramente mi ha lasciato perplesso questo”anche se con un lettering orribile (ahhh, lo “stile” Play Press!)”, oddio, credo non fosse il massimo, ma il fatto che manco lo ricordo implica che non pregiudicasse granchè, mi sembra voler cercare il pelo nell’uovo. Son d’accordo per la resa dei colori negli albi più vecchi, ma questo…
Parlando di Comic art leggo “bruciò soprattutto il nascente universo Vertigo”. Mah, vertigo non sarebbe mai stata mainstream, il suo ambiente era già allora la fumetteria, ci hanno probvato, facendola conoscere forse a più gente che presentandola in fumetteria, ma se fosse finita subito in fumetteria forse oggi sarebbe un materiale ancora più di nicchia.
Play tra i grossi demeriti concordo avesse una gestione schizofrenica del materiale, ma vci ha anche portato a prezzi relativamente bassi ottime storie su Play Magazine dc collection e dc prestige, che altrimenti probabilmente avremmo solo letto in care edizioni da fumetteria.
Ancora un appunto sulle raccolte da edicola incomplete… Credo nessuno per avere le collezioni complete abbia mai fatto affidamento su tali edizioni, non hanno mai avuto garanzie e pubblicazioni certe.
Ho contestato molto dell’articolo, ma concordo comunque in generale sul fatto che certo la loro gestione DC non è stata esemplare.
Complimenti ad Andrea Marchino e MF per questo bellissimo speciale.
Solo chi è un fan dei comics può capire quanto possa essere divertente una lettura come questa. E’ come un libro sulla storia dei mondiali per un appassionato di calcio. Espero con mucho gusto la próxima entrega!*
* frase ottenuta con google translate :D
Mi associo ancora una volta nel complimentarmi con il lavoro fatto dall’ottimo Andrea Marchino.
Si può essere d’accordo o meno nella tua disamina dei fatti ma la realtà è che chi ha avuto i diritti e poi ha chiuso vuol dire che ha sbagliato qualcosa e ha fallito nel suo progetto.Quindi dire che Tizio era meglio di Caio non serve a niente se entrambi hanno chiuso.La speranza è che la Lion chiudi,se chiuderà,il più tardi possibile….
Ehm volevo segnalare che la collana storica di Batman e gli Outsiders non si è fermata al secondo volume, ma (grazie al cielo)è terminata con l’uscita del terzo.
Sì, ehm…dire che gli arretrati Planeta erano (e sono…) difficilmente reperibili è a dir poco un eufemismo… Non credo di aver MAI ricevuto un arretrato di quelli ordinati, ma quello probabilmente era un problema della Alastor, anche perché la situazione arretrati (dopo le non citate numerose lettere di protesta di associazioni di lettori e di fumetti, i litigi per il problema delle fiere, la quantità esagerata di refusi e le uscite a caso e senza la minima comunicazione da parte dell’editore) con l’avvento Lion è rimasta essenzialmente uguale: non si sa se gli arretrati esistono o saranno mai disponibili e le prenotazioni di materiale RW e Magic vengono evase in ere geologiche…
*numerose lettere di protesta di associazioni di lettori e di fumettERIE [...]
oltretutto, se già prima eran difficili da reperire gli arretrati planeta, col passaggio ad un nuovo editore son proprio introvabili. Il mio fumettaro ha detto che l’unico modo per reperire gli albi planeta che mi mancano (ahimè, non pochi)è avventurarmi su ebay o simili..anche perchè dice che non manderanno più arretrati planeta..no comment.
A me hanno spiegato che le fumetterie come la mia che hanno Pan come distributore hanno anche più difficoltà a reperire questo tipo di materiale per il semplice motivo che c’è un anello in più nella catena casa editrice-consumatore…poi da qua a dire che siano irreperibili ce ne dovrebbe passare in mezzo ma non Planeta si può dire che il passo è breve. Ebay è una soluzione ma io (da venditore/cliente abituale) te la sconsiglio, c’è gente che ci lucra sopra…piuttosto cerca nelle fiere oppure aspetta che la Lion ristampi. Ancora meglio sarebbe leggere direttamente in lingua, oggigiorno fai prima ad avere qualcosa da Amazon piuttosto che da Magic Press… Anche io ho parecchi arretrati, però mi sono rassegnato a leggere tutto con calma e aspettare il momento giusto, oppure subito ma in inglese…
mm non so se e quando la lion ristamperà tutto quello che non si trova piu’ by planeta..sperem
Col tempo buona parte, almeno si spera, prendiamola come una tregua verso la già precaria condizione dei nostri portafogli…certo è che se qualcosa serve per completare una serie (vedi per me Starman 6) vale la pena di cercarlo in fiera e se lo si trova di prenderlo…
Complimenti per questo immane e interessante articolo.
Sulla Comic Art sarei meno crudele, visto che ha pubblicato l’unico materiale di quegli anni che consiglierei anche oggi. A parte qualche perla rara degli altri editori.