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Recensione Storie dello spazio profondo – Rizzoli Lizard

Michele Guerrini 16/06/2010

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Autori: Bonvi (storie e disegni) & Francesco Guccini (storie)
Casa Editrice: Rizzoli Lizard
Provenienza: Italia
Prezzo: € 17


Nostalgia di un grande periodo culturale italiano. Quello fra gli anni sessanta ed i settanta dove nel nostro paese idee visionarie, strampalate, provocatorie e unpolitically correct prendevano vita grazie alle dita di funambolici fumettisti che non ci mancheranno mai abbastanza.

Tra questi oggi ricordiamo il mitico Bonvi (Franco Bonvicini) che diede origine a serie come: Nick Carter, Cattivik, Marzolino Tarantola , le Sturmtruppen nonchè l’opera Cronache del Dopobomba del 1973, di chiaro riferimento a Philip K.Dick. Bonvi aveva tra le sue amicizie anche il cantautore Francesco Guccini, con cui condivideva l’ironia e il piacere colto della satira. Ci volle poco chè questi due si mettessero a produrre insieme qualcosa di originale e per certi versi avveneristico.

Le Storie dello Spazio Profondo sono un luogo particolare della fantasia. Dove il cartoonesco e il realismo si uniscono in una scoperta ironica dell’essere umano e delle sue molteplici sfaccettature psicologiche e sociali. La fantascienza che fa di sfondo e contesto alle storie è un elemento da intendersi legato agli anni in cui furono scritte, in cui la fantascienza, quella di carattere sociale era considerata una testa di ponte per l’analisi della società moderna, dei suoi cambiamenti e delle sue prospettive. Se Bonvi e Guccini avessero optato per un’ambientazione più realistica, questo non avrebbe fatto perdere in ilarità e profondità le vicende contenute in questa edizione. Perchè? semplice, anche se siamo su pianeti artificiali, tra ricordi di guerre future, robot e postriboli ai confini delle galassie, questi son solo strumenti per analizzare da differenti punti di vista questioni ancora oggi molto attuali e relativamente complesse:

La disumanizzazione della via militare, la retorica patriottica che, ai suoi estremi, permette la cinica e indolore uccisione e sacrificio di genti. Il proibizionismo, che viene preso in giro giocando sul relativismo della parola “illegale”. L’analisi del linguaggio televisivo e del mondo discografico. La sessualità e le paure dell’inconscio… infine non poteva mancare la religione, quella più limitata, che parla con frasi fatte e citazioni, escludendo qualsiasi interpretazione personale..ma che forse ha qualcosa di veritiero.

Tutti argomenti che non ci si aspetterebbe al momento di aprire il volume e constatando il tono dei dialoghi e il comportamento bizzarro, sopra le righe e irrazionale dei personaggi. Anche la struttura delle tavole e lo stile mostrano un’attitudine irrequieta e illogica, che gioca molto su se stessa, cogliendo ogni possibile spunto per esaltare i lati più deboli ed umani dei personaggi, sviluppando in questo senso una fotografia davvero molto ricca di effetti caricaturali.

Sono storie quelle di Bonvi e Guccini che vanno lette con attenzione. Ad una prima lettura possono mancare di originalità, di fronte a tanta fantascienza e letteratura spesa sugli stessi temi, ma, gustando le tavole e tenendo bene a mente che ci troviamo in un lasso temporale in cui Guerre Stellari, Balle Spaziali, Wall-E etc. non erano stati nemmeno concepiti, possiamo scoprire molte intuizioni geniali nella pungente ironia degli autori che saranno sviluppate successivamente.

L’edizione è buona, se non fosse per il prezzo un pò troppo elevato. Va però messo in evidenza un elemento importante …. il gusto\desiderio che nasce poco dopo aver finito il volume, di rileggere le storie avventurose dei malcapitati, brancaleoneschi personaggi.


VOTO 7

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