Controcorrente n°24 – Parole e provocazioni

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MF viene messo sotto i riflettori per la sua mancanza di “professionalità”. Tutti bravi a dire la loro ma nessuno che si ponga il vero problema di base. Se il settore è così florido perché nessuno investe il proprio denaro in un sito professionistico che tratta del fumetto popolare italiano?

 

Ci risiamo.
Ancora.
Di nuovo.
Ancora una volta in giro per il web si leggono articoli e polemiche che tirano in ballo i siti d’informazione fumettistica come il nostro MF.
Ancora una volta viene messa sotto i riflettori la presunta non professionalità di siti come il nostro. In sostanza, le solite polemiche stantie che coinvolgono tutti noi collaboratori, dal fondatore del nostro portale fino all’ultimo arrivato che vi scrive da questa rubrica.

La nostra non è la solita inutile lamentela, ma semplicemente stanchezza. Stanchezza di leggere sempre le stesse cose, stanchezza di subire attacchi da ogni parte, stanchezza di avere sempre i fucili puntati contro e pronti a sparare sentenze alla prima cazzata che scriviamo.

Ma in fondo bisogna ammetterlo, “tutte queste critiche di sciatteria dilagante nella critica fumettistica (on-line) italiana” è anche colpa nostra. Infatti come si permette MF di far recensire l’ultimo capolavoro psichedelico di Pinco Pallo ad un perfetto sconosciuto? E per giunta senza nemmeno un piccolo compenso?

Già, immagino quanti cosiddetti “professionisti” del settore svolgerebbero il compito a queste condizioni.
Completamente GRATIS!!!

In rete gira un articolo che ho letto qualche giorno fa che analizza in modo impietoso diverse recensioni (tra cui anche un paio del nostro portale). Quello che non mi torna del suddetto articolo è che lo stesso svolge una vera e propria analisi logica e grammaticale sulle recensioni che analizza.

Domanda: Ma se facciamo lo stesso processo ai tanti pezzi pubblicati su un qualunque giornale, pezzi scritti da giornalisti PROFESSIONISTI, il risultato finale sarebbe diverso?

In due puntate di questa rubrica (n°13 e n°14) credo di aver ampiamente dimostrato che talvolta l’essere professionisti non faccia evitare di scrivere sonore stupidaggini.

Detto questo, dalle parti di MF pensiamo decisamente che scrivere recensioni (o più in generale svolgere il compito di redattori) richieda studio e impegno. Ovviamente lo studio richiede anche tempo. Tempo che, spesso, noi “gruppo di sbandati” buttiamo al vento svolgendo i nostri veri lavori. Sapete, quelle strane e reali professioni che a fine mese vengono anche pagate con uno stipendio vero.

Vorrei anche aggiungere che da quando esiste il mondo nessuno è nato sapendo già svolgere il proprio mestiere. L’esperienza si acquisisce con l’esperienza. Non esiste altra strada. La persona va formata e, in qualche modo, seguita. Deve imparare dai propri precedenti sbagli. Deve leggere, informarsi e cercare di essere sempre interessante nei pezzi dove poi metterà la firma. In una parola, come detto, deve fare esperienza.

Ma purtroppo esistono i “professionisti”, quelli che l’esperienza l’hanno già acquisita ma che passano il tempo a svolgere analisi grammaticali. Altri invece sostengono che su certi siti scrivono “gruppi di sbandati che fa musica con le ascelle e con le scruregge…” (testuale da un commento su Facebook).

In  questi anni ho letto tanti articoli di gente ovviamente più “famosa” del sottoscritto che ha toccato questo argomento. Ma ditemi, quanti di questi personaggi sognano un sito professionistico che investa soldi nel fumetto popolare italiano? Quanti di questi signori sperano ancora di venire coinvolti (e quindi pagati) in questo fantomatico progetto?
E alla fine, se il settore è cosi florido come dicono, come mai nessuno investe il proprio denaro in un sito che sia davvero professionistico e che realmente paghi fior di soldi i propri collaboratori per far scrivere articoli “davvero professionali” ?

La triste realtà è che la critica fumettistica è un gioco di specchi distorti della realtà vera che si respira nel fumetto italiano. Un piccolo mondo fatto di vere ipocrisie, stupide invidie, inutili rivalità, reciproche antipatie e tante, troppe, piccole ripicche.

Un mondo di squali che azzannano altri squali. Un mondo dove non molti addetti possono dire di camminare a testa alta e con lo sguardo fiero. Ma soprattutto un mondo dove devi stare attento anche quando ti stringono la mano. Perchè con l’altra cercano di sfilarti via il portafoglio.
Ovviamente rigorosamente vuoto.

Un brindisi agli amici assenti.

  • sergio l. duma

    Quoto ogni parola.
    Keep up the good work, Federico!

  • http://Iltuositoweb... Luca

    Nulla da dire sul sito in sè, è sempre molto aggiornato e si notano i continui sforzi per rinnovarlo graficamente e migliorarne l’usufruibilità, ma non nascondiamoci dietro un velo di vittimismo: a me non interessa che le recensioni vengano scritte dal professorone che ha visto migliaia di film o analizzato le più sofisticate tecniche di narrazione fumettistica, mi interessa che vengano fatte con criterio. Posto che diversi aspetti sono sempre soggettivi in una recensione, altri lo sono molto meno. Prima di tutto, sono sicuro che essendo un sito di fumetti serio provvediate a revisionare un minimo gli articoli scritti prima di pubblicarli, ragion per cui non dovrebbero esserci righe e righe di spoiler inutili ai fini di una recensione. In più sempre a prescindere dalla professionalità, mi sembra semplicemente un atteggiamento un po’ spocchioso giudicare un film atteggiandosi come un grande esperto, che legge fumetti da 26 anni e quindi si erge a giudice supremo su aspetti che variano da scrittore a scrittore (molti personaggi a seconda di chi scrive il fumetto possono cambiare atteggiamenti e psicologia, e non si tratta di sacrilegio o incompetenza, ma semplicemente della personale visione che l’autore ha di quell’individuo e di quel mondo). Ovviamente c’è la libertà d’espressione, ci mancherebbe, ma fare una recensione totalmente negativa di un film osannato praticamente da chiunque dovrebbe far porre qualche interrogativo al recensore. Certo, ognuno ha le proprie opinioni e il proprio personale concetto di bellezza, ma c’è una via di mezzo fra l’adeguarsi alla massa di pecoroni e andarci contro a suon di fucilate. Io ritengo che sia necessario più spirito critico, e senza bisogno di essere esperti del settore, riflettere sulle obiezioni che vengono poste e ragionare di conseguenza, anche perchè è umano sbagliare, da un lato e dall’altro, quindi un confronto di idee dovrebbe sempre esserci. In caso contrario sarebbe come svolgere un esercizio di matematica senza sapere la soluzione, non sapremo mai se abbiamo ottenuto il risultato giusto o seguito il procedimento corretto. Comunque, non frega niente a nessuno da chi viene scritta la recensione, ma sarebbe sensato porsi delle regole universali e applicarle sempre. Si eviterebbero inutili spoiler su trame e si potrebbe riconoscere meglio la differenza fra scena totalmente insensata e scena utilizzata dal linguaggio cinematografico con uno scopo ben preciso. Idioti ce n’è fra gli spazzini così come fra gli ingegneri aeronautici, ma James Cameron non è passato dal fare il camionista al fare il regista senza aver studiato a fondo le tecniche basilari di cinematografia. In conclusione, ognuno è padrone di scrivere quello che gli pare, ma la professionalità non sta solo nel titolo di studio o nella passione, sta anche nell’apprendimento di regole che esistono per un motivo: distinguere una persona competente dal primo che passa.