­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
venerdì, 4 maggio 2012 - 13:00

Cinecomics n. 26: Captain America – Il Primo Vendicatore


Durante la Seconda Guerra Mondiale, il gracile Steve Rogers decide di sottoporsi ad un esperimento per diventare un supersoldato ed aiutare il suo paese nel conflitto con le forze dell’Asse. Nasce così Captain America, creato da Joe Simon e Jack Kirby e comparso per la prima volta sul n. 1 di Captain America Comics del marzo 1941. Sfoggiando un costume con i colori della bandiera a stelle e strisce statunitense e brandendo un indistruttibile scudo stellato, “Cap” diviene l’eroe simbolo delle istituzioni americane affrontando nemici della libertà come il nazista Teschio Rosso ed affiancato dalla giovane spalla mascherata Bucky. Scomparso alla fine della guerra, Steve Rogers viene rinvenuto in stato d’ibernazione dai Vendicatori nel marzo del ’64, durante la Silver Age. Captain America diventerà il leader del team e riprenderà il suo ruolo di supereroe in un’epoca che non gli appartiene e nella quale i valori da lui rappresentati sembrano aver perso vigore.

Captain America è stato il primo personaggio della Marvel ad essere portato sul grande schermo in un serial del 1944 con Dick Purcell. Nel 1990, invece, uscì solo in vhs il film Captain America, diretto da Albert Pyun, co-prodotto da Stan Lee e con Matt Salinger e Scott Paulin nei ruoli rispettivamente del protagonista e di Teschio Rosso, fascista italiano anziché tedesco nazista. Nel film figurano anche Ned Beatty (Superman I e II) e la nostra Francesca Neri. Nel ’97, la Marvel entrò in trattative con i produttori Mark Gordon e Gary Levinsohn per produrre un lungometraggio sul supereroe. Tuttavia, lo sviluppo del film s’interruppe quando Joe Simon intraprese una battaglia legale contro la Marvel per il riconoscimento dei diritti d’autore sul personaggio che si è conclusa nel 2003 con un accordo tra le parti.

Nel 2005, la Merrill Lynch investì 525 milioni di dollari sulla Marvel per produrre in maniera indipendente dieci film, tra cui Captain America, e la Paramount Pictures si accordò per distribuire la pellicola. Il produttore Kevin Feige intendeva dividere il film in due parti: la prima ambientata durante la seconda guerra mondiale e la seconda nel presente. Per Avi Arad, amministratore delegato dei Marvel Studios, il film sarebbe stata l’opportunità per raccontare la storia di un uomo fuori dal suo tempo e fece riferimento alla trilogia di Ritorno al Futuro come fonte d’ispirazione. Jon Favreau s’interessò al progetto e concepì il film come una commedia ma preferì poi dedicarsi ad Iron Man. David Self fu ingaggiato per scrivere la sceneggiatura ma la produzione subì un brusco stop a causa dello sciopero degli sceneggiatori del 2007 che si risolse nel gennaio del 2008 quando la Marvel si accordò con la Writers Guild of America per mettere subito gli sceneggiatori al lavoro su diversi progetti della compagnia. Dopo il successo di Iron Man, nel maggio 2008, Captain America venne annunciato per il 2011 entrando a far parte della saga de I Vendicatori.

Final Captain America Poster 192x300

Louis Leterrier, regista de L’Incredibile Hulk, secondo capitolo del progetto, s’interessò a Captain America ma alla fine venne scelto Joe Johnston, ex-artista degli effetti visivi della Lucasfilm con la quale aveva vinto un Oscar per I Predatori dell’Arca Perduta, aveva lavorato alla prima trilogia di Star Wars e ad Howard e il Destino del Mondo, tratto proprio da un fumetto della Marvel. Nel 1990, Johnston aveva invece diretto The Rocketeer per la Disney, trasposizione dal fumetto di Dave Stevens, creato nell’82 come omaggio agli eroi dei serial anni ’30-’40 ed ambientato alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, nello stesso periodo delle prime avventure di Captain America. Il regista ingaggiò Christopher Markus e Stephen McFeely per riscrivere la sceneggiatura.

Joe Johnston

Il ruolo di Capitan America venne offerto a Chris Evans che aveva già interpretato la Torcia Umana nei due film sui Fantastici 4. A proposito di cinecomics, l’attore aveva preso parte anche a The Losers, tratto da un fumetto DC\Vertigo, e a Scott Pilgrim vs. The World oltre ad aver doppiato Casey Jones in TMNT, film in cgi sulle Tartarughe Ninja. Spaventato dall’importanza del ruolo e da quelli che sarebbero potuti essere gli esiti del film, Evans respinse l’offerta per tre volte prima di capitolare e firmare un contratto che lo impegnava con la Marvel per ben sei film. Ad Evans piaceva il lato umano del personaggio, apprezzava che le sue capacità atletiche sovrumane fossero controbilanciate dalla sua vulnerabilità sia fisica che psicologica.

Primo costume

Nel film, il costume che Captain America indossa negli show di propaganda è identico a quello originale del supereroe nel fumetto. La tenuta da combattimento vera e propria, con cinghie, imbottiture ed elmetto, risulta realistica ma ingombrante ed assomiglia un po’ troppo ad una divisa da football. Lo scudo, che serve anche come arma offensiva, venne realizzato in quattro modi. Per le riprese ravvicinate si ricorse ad uno scudo di alluminio. Ne venne poi creato uno più leggero, con il retro in fibra di vetro, che veniva utilizzato quotidianamente. Gli stunt ne usavano uno in poliuretano mentre quello che Evans portava in spalla era ultraleggero. Per le scene d’azione in cui lo scudo veniva lanciato contro gli avversari per poi tornare a Captain America come un boomerang, l’arma venne aggiunta con la cgi. Nonostante fosse fedele alla versione Ultimate, l’idea di dotare l’eroe di armi da fuoco fu aspramente criticata dai puristi.

Capitan America

Per realizzare lo Steve Rogers pre-siero e far apparire gracile Chris Evans, si ricorse ad una compagnia di effetti visivi di Los Angeles chiamata LOLA, specializzata in “chirurgia estetica digitale”. Ogni scena con lo Steve mingherlino venne girata quattro volte: la prima ripresa era normale, con Evans che interagiva con gli altri attori; nella seconda c’era Evans da solo davanti al green screen in modo che il suo corpo potesse essere ridotto digitalmente; nella terza c’erano gli altri attori tranne Evans, così lo Steve gracile poteva essere aggiunto in digitale; nella quarta veniva usata una controfigura per poi aggiungere il volto di Evans con la cgi. Per far sembrare Steve Rogers più basso si ricorse anche a metodi artigianali come far salire gli altri attori su dei semplici rialzi. Venivano posti dei segni sul corpo di Evans per indicare dove si sarebbero trovati i suoi occhi dopo il processo di “restringimento”. In questo modo, gli interlocutori sapevano di dover guardare in quel punto quando si rivolgevano a lui.

Steve Rogers

Hugo Weaving, già protagonista del cinecomic V for Vendetta, interpretò l’agente nazista Johann Schmidt, alias Teschio Rosso, arcinemesi di Captain America e braccio destro di Hitler. Geniale scienziato e crudele soldato addestrato dallo stesso fuhrer, tornerà ad affrontare Captain America nell’epoca odierna. Nel film si tratta invece di un ufficiale al comando dell’HYDRA, il dipartimento scientifico e tecnologico di Hitler. Schmidt decide di iniettarsi il Siero del Supersoldato quando è ancora in fase sperimentale e, pur rendendolo fisicamente superiore, gli deturpa il volto conferendogli l’aspetto di un teschio rosso che, nel fumetto, è solo una maschera. L’idea è quella di accomunare le origini del supereroe a quelle del villain, un concept ricorrente nei film di supereroi, in particolare in quelli dei Marvel Studios.

Per il ruolo, Weaving, di origine inglese, perfezionò l’accento tedesco ispirandosi a Werner Herzog e Klaus Maria Brandauer. Il make-up fu abbastanza duro, vennero applicate delle protesi al volto dell’attore perché sembrasse davvero un teschio che fu poi coperto di lattice rosso. Le guance e il labbro inferiore dell’attore vennero assottigliati, gli occhi resi più incavati, le ciglia vennero tagliate e il naso nascosto per rendere il volto più inquietante.

Hugo Weaving

Come nel fumetto, il malvagio si serve del Cubo Cosmico, anche detto Tesseratto, un oggetto mistico che, nel film, viene rubato nella città norvegese di Tønsberg. Sia la città che il Cubo erano già apparsi in Thor, capitolo precedente nella saga cinematografica dei Vendicatori. Il manufatto viene utilizzato dal Teschio Rosso come fonte d’energia per le armi e i veicoli fantascientifici dell’HYDRA che diventa così un terrificante esercito ultratecnologico intenzionato a dominare il mondo indipendentemente dal Terzo Reich. Nell’opera originale, HYDRA è un’organizzazione terroristica creata da alcuni superstiti dell’Asse e che vede tra i suoi leader lo stesso Teschio Rosso.

Hydra

Nella pellicola vengono dunque evitati troppi riferimenti ai nazisti che finiscono per non essere nemmeno gli avversari di Captain America. Il simbolo della svastica, inoltre, non viene mai mostrato. La sensazione è che la produzione abbia voluto evitare di fornire una versione fantastorica della Seconda Guerra Mondiale e di mettere un personaggio fittizio, per quanto fortemente iconico e patriottistico, al centro di un conflitto bellico realmente avvenuto con il rischio di esaltare il supereroe a scapito dei soldati il cui sacrificio ha contribuito alla vittoria degli Alleati nella realtà. Inoltre, entrare nel cuore della guerra, come accade nell’opera originale, avrebbe richiesto una cornice più realistica e un inevitabile aumento della violenza che avrebbe forse reso il film inadatto come prodotto per famiglie. Come detto, Johnston ha diretto The Rocketeer ed ha lavorato agli effetti visivi de I Predatori dell’Arca Perduta. Entrambi i film sono ambientati nello stesso periodo di Captain America e vedono anche in questo caso gli eroi protagonisti, Rocketeer, appunto, e Indiana Jones, affrontare i nazisti senza entrare mai nel pieno del conflitto bellico. Certo, nel caso di Captain America la scelta è discutibile. Viene infatti snaturata la concezione originaria del personaggio, trasformato da simbolo di propaganda ed eroe istituzionale ad un più banale Action Man in lotta contro il consueto folle megalomane intenzionato a conquistare il mondo mentre la lotta alle forze dell’Asse resta sullo sfondo.

Sebastian Stan interpretò James Buchanan Barnes, detto Bucky, amico fraterno di Steve Rogers e spalla di Captain America. Nell’opera originale si tratta di un giovane eroe mascherato, risposta americana alla gioventù hitleriana, nato sulla scia del Robin di Batman che ha dato il via alla creazione di tutta una serie di compagni adolescenti per i supereroi. Stan era stato indicato dai media come possibile Captain America prima di firmare un contratto che lo legò ai Marvel Studios per ben sei film. Nella trasposizione, Bucky non è un eroe mascherato ma il suo status di compagno dell’eroe, col quale condivide la condizione di orfano, non cambia. Analogamente al fumetto, seppure in circostanze diverse, il personaggio resta ucciso in azione. E’ dunque abbastanza difficile prevederne la presenza in cinque sequel, anche se nel fumetto è stato recentemente riportato in vita con il nome di Soldato d’Inverno ed ha poi indossato il costume di Captain America durante la morte provvisoria del supereroe. Nel film, però, Bucky sembra essere inserito un po’ a forza, per obbligo di fedeltà verso il materiale originale, e la sua morte non pare traumatizzare Captain America come accade nel fumetto.

Peggy Carter, amore del protagonista, nasce come agente americano nelle fila della resistenza francese. La controparte cinematografica è invece un agente inglese, superiore di Steve. Anche in questo caso lui se ne innamora ma continuerà a sentirsi inadeguato nei suoi riguardi anche dopo aver assunto il Siero del Super-Soldato. Peggy ha il volto di Hayley Atwell, bella ma anonima e troppo rigida. Le schermaglie sentimentali con Steve sono troppo prevedibili e il pubblico non riesce ad innamorarsi di lei. Tommy Lee Jones, già nei cinecomics Batman Forever e Men in Black, interpretò il Colonnello Chester Phillips, a capo del progetto Super-Soldato. La caratura dell’attore risulta fin troppo elevata per un personaggio puramente d’appoggio con uno spessore drammatico risicato e alcune battute comiche. Addirittura invadente la presenza dell’inventore Howard Stark, futuro padre di Tony, alias Iron Man. Interpretato da Gerard Sanders e John Slattery nei primi due film dedicati al supereroe di ferro, ha qui il volto di Dominic Cooper, già nei cinecomics From Hell e Tamara Drewe, ma viene qui inserito in modo fin troppo pretestuoso per creare continuità con gli altri film della serie e il suo ruolo nella storia è del tutto facoltativo.

Il più bravo del cast è lo straordinario Stanley Tucci, neanche lui nuovo ai cinecomics avendo lavorato in Era mio padre. In Captain America ricopre il ruolo del biochimico tedesco-ebreo Abraham Erskine, fuggito dalla Germania nazista e creatore del Siero del Super-Soldato. Nel film, lo scienziato inizia a lavorare al siero già su ordine del reich. Una licenza efficace data la nota ossessione di Hitler per il distorto ideale di Ubermensch, il superuomo ipotizzato da Nietzsche. Subito dopo l’esperimento che trasforma Steve Rogers in un superuomo, Erskine viene ucciso da una spia nazista. In questo caso, la legittima fedeltà all’opera originale priva il film del suo interprete migliore. L’ottimo caratterista Toby Jones è invece il dr. Arnim Zola, scienziato al servizio del Teschio Rosso. Nel fumetto, il malvagio sopravvive fino ai giorni nostri trapiantando la sua testa in un androide i cui progetti sono visibili, nel film, su una cianografia. Nella sua prima apparizione nella pellicola, il volto di Zola viene mostrato ingigantito attraverso una lente a richiamare l’aspetto dell’androide.

Inizialmente, il team di commando messo insieme da Captain America avrebbe dovuto chiamarsi Gli Invasori, un omaggio al team di supereroi Marvel della Seconda Guerra Mondiale di cui facevano parte sia Cap che Bucky. La squadra finì invece per rifarsi soprattutto agli Howling Commandos guidati, nel fumetto, da Nick Fury, futuro leader dello SHIELD, sempre durante il secondo conflitto bellico. Timothy “Dum Dum” Dugan (interpretato da Neal McDonough), ha fatto parte, nell’opera originale, non solo degli Howling ma anche di altri team tra cui lo SHIELD e gli stessi Vendicatori, sempre sotto il comando di Fury. Gabe Jones (Derek Luke), il nippo-americano Jim Morita (Kenneth Choi) e il francese Jacques Dernier (Bruno Ricci) hanno tutti militato negli Howling. Discorso a parte merita James Montgomery Falsworth (J.J. Feild), conosciuto nel fumetto come l’eroe mascherato inglese Union Jack, appartenente agli stessi Invasori oltre che ai Freedom’s Five. Fury, di nuovo interpretato da Samuel L. Jackson, compare solo nell’epilogo del film, quando Steve Rogers si sveglia in epoca odierna. Per motivi anagrafici sono stati dunque annullati i trascorsi di Fury come combattente del secondo conflitto mondiale.

Le riprese ebbero inizio il 28 giugno 2010 con un budget di 140 milioni di dollari. Gran parte del film venne girato in Galles ed in Inghilterra, tra Londra, Liverpool e Manchester. Particolare rilevanza ha la stilizzazione retro-futuristica per concepire una fanta-tecnologia, generata dal Cubo Cosmico, che fosse plausibile nel contesto storico. L’auto di Teschio Rosso venne realizzata partendo da due modelli di Mercedes-Benz del 1930. Veicoli dell’Hydra quali il sottomarino e il Flying Wing vennero disegnati con una linea fortemente aerodinamica e levigata. I soldati sono invece dotati di armature e gigantesche armi da fuoco che li fanno sembrare dei minacciosi robot e sono l’elemento estetico più eccessivo, realizzato con un occhio di riguardo al merchandising del film. Anche The Rocketeer aveva elementi della medesima concezione estetica seppure presentati in modo più contenuto. Nella grande Fiera della Tecnologia visitata da Steve e Bucky è possibile vedere, in un cilindro di vetro, l’androide Torcia Umana, uno dei primi supereroi Marvel, all’epoca Timely Comics, antesignano del membro omonimo dei Fantastici 4 interpretato proprio da Chris Evans nelle due trasposizioni dirette da Tim Story.

La conversione in 3D fortemente voluta dagli studios venne considerata un incubo da Joe Johnston. Kevin Feige assicurò che la stereoscopia non avrebbe in alcun modo compromesso la qualità delle immagini del film. Tuttavia i risultati sarebbero stati scadenti. Della colonna sonora si occupò Alan Silvestri che incise una marcia trionfale orecchiabile, tipica dei film bellici, che finì però per essere meno esaltante sullo schermo.

Captain America: Il Primo Vendicatore uscì praticamente in tutto il mondo tra il 22 luglio e tutto il mese di agosto del 2011 ed incassò quasi 369 milioni di dollari, circa 80 in meno rispetto a Thor, uscito in maggio. La critica accolse il film favorevolmente ma senza grossi entusiasmi. A rendere la pellicola deludente, una storia troppo semplice, dal tono puerile, e totalmente edulcorata nella componente bellica, un protagonista poco carismatico ed espressivo, un villain monodimensionale, troppi personaggi di contorno, tutti scritti in maniera superficiale, una stilizzazione a volte estrema a danno del realismo, action mal congegnata ed effetti speciali di qualità mediocre. Un prodotto di intrattenimento che non rende il giusto tributo alla reale dimensione del personaggio e alla sua valenza iconica fondamentale.

Condividi

  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px

FORSE NON HAI LETTO
EmailEmail
PrintPrint