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Superman n. 0: Recensione RW-Lion

Sergio L. Duma 12/01/2012

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Inizia l’era RW-Lion con i numeri zero delle nuove testate DC Made in Italy! Superman, l’Uomo d’Acciaio, è il protagonista di storie realizzate da leggende dei comics come Jim Steranko e Paul Chadwick.

Superman n. 0

Autori: Jim Steranko, Paul Chadwick, Richard Donner, Derek Hoffman (testi), Jim Steranko, Paul Chadwick, Matt Camp (disegni)
Casa Editrice: RW-Lion
Provenienza: USA
Prezzo: € 2,95, 16,8 x 25,7, pp. 48, col.
Data di pubblicazione: gennaio 2012

Con l’avvento della RW-Lion in Italia, il nuovo corso editoriale della DC Comics è ormai sotto gli occhi di tutti e la casa editrice ha deciso di proporre alcuni numeri zero dedicati alle principali creazioni dell’etichetta statunitense. E naturalmente non poteva mancare un albo speciale dedicato a Superman, il primo supereroe della storia, immortale invenzione dei mitici Siegel & Shuster.

Al pari di Batman, in effetti, Superman è pressoché da sempre una delle colonne portanti della DC, benché le sue caratteristiche da bravo ragazzo e da strenuo sostenitore dell’American Way of Life a molti risultino indigeste. Tuttavia, bisogna ammettere che, sia nel periodo classico che in quello contemporaneo, gli autori che si sono occupati dell’Uomo d’Acciaio sono stati di tutto rispetto e la qualità dei comic-book dedicati a Supes elevata.

Negli ultimi tempi, inoltre, scrittori come Geoff Johns, James Robinson e J.M. Straczynski hanno realizzato story-line interessanti e attualmente in America il Figlio di Krypton è finito nelle mani del geniale Grant Morrison; tuttavia, questo numero zero non si collega alla run in corso di pubblicazione ma presenta storie auto-conclusive.

Se il numero zero di Batman mi ha convinto, nel caso specifico di quello di Superman, però, non posso non esprimere perplessità: l’albo si apre con un episodio tratto da Superman #400 del 1984, di per sé pregevole, poiché scritto e disegnato dal leggendario Jim Steranko di Nick Fury Agent of Shield in una delle sue rare sortite in casa DC. Dal punto di vista grafico, non c’è niente di negativo e anzi il penciler dimostra la sua proverbiale abilità nella costruzione delle tavole, con l’impostazione visiva psichedelica del suo tratto (non pop e meno che mai surrealista, come scrive erroneamente Francesco Vanagolli nel breve articolo sull’autore). L’atmosfera è fortemente lisergica; tuttavia, è un contributo troppo datato, con testi verbosi e pesanti, e non mi pare che sia una scelta azzeccata per un numero zero che dovrebbe, almeno nelle intenzioni, attirare un pubblico di nuovi lettori.

Si passa poi a una storia tratta da Christmas with the Super-Heroes del 1989, realizzata da Paul Chadwick. Non è male e si legge con piacere. Ma la parte finale dell’albo è occupata da una sceneggiatura di Richard Donner e Derek Hoffman, presentata su Action Comics #900 del 2011, con lo story-board di Matt Camp e, sinceramente, lascia il tempo che trova. Perciò mi domando: possibile che i tipi di RW-Lion non siano stati in grado di trovare materiale più interessante? Segnalo, comunque, una bella serie di pin-up realizzate da artisti del calibro di Brian Bolland, Will Eisner, Jack Kirby, Moebius e Bill Sienkiewicz.

Un’ulteriore perplessità è causata da certe scelte di traduzione e adattamento (specie per ciò che concerne l’episodio di Steranko) che mi sono sembrate a dir poco azzardate; senza contare il fatto che ho rilevato un refuso nonché una congiunzione ripetuta due volte. La qualità di stampa è ottima, comunque; ma il numero zero di Superman, ahimè, è un passo falso e il primo supereroe della storia dei comics, a mio avviso, meritava maggiore attenzione.

Voto: 5

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