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sabato, 10 dicembre 2011 - 00:58

Marvel Masterworks – Iron Man n. 3: Recensione


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E’ disponibile il terzo Marvel Masterwork dedicato all’Invincibile Iron Man con storie tratte dalla gloriosa testata Tales of Suspense, scritte dal Sorridente Stan Lee e disegnate dal decano Gene Colan!

MARVEL MASTERWORKS IRON MAN 3 196x300 Marvel Masterworks – Iron Man n. 3

Autori: Stan Lee (testi), Gene Colan (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 23,00, 17 x 26, pp. 176, col.
Data di pubblicazione: novembre 2011

Come tutti sanno, il Sorridente Stan Lee è il padre del Marvel Universe, anche se non è da trascurare l’apporto di Jack Kirby e Steve Ditko. Però è a Lee che si deve la nascita di personaggi celeberrimi come i Fantastici Quattro, l’Uomo Ragno, Thor, Hulk, Devil e altri supereroi tutt’ora amati e apprezzati da tantissimi fan, non solo americani.

E tra essi non si può trascurare Iron Man, uno degli eroi di punta dell’etichetta, nonché membro fondatore dei Vendicatori.

Tuttavia, Iron Man è pure la dimostrazione di quanto fosse poliedrica e camaleontica l’ispirazione di Lee. Se, infatti, si esamina la sua produzione ci si accorge di quante differenze esistano tra un comic-book e l’altro. Un elemento comune era l’ironia dei testi; ma, quanto al resto, ogni mensile Marvel dei sixties era caratterizzato da atmosfere narrative peculiari.

Se prendiamo in considerazione, per esempio, i primissimi numeri di X-Men, ennesimo serial creato da Lee e Kirby, ci si accorge di come, nelle drammatiche e intense avventure dei Mutanti X braccati dagli homo sapiens perché diversi, Lee avesse realizzato una riuscita denuncia del razzismo e delle discriminazioni presenti nella società statunitense. In un certo qual modo, X-Men era un fumetto politicamente progressista.

Analizzando invece le storie di Iron Man, specie quelle disegnate da Don Heck, pubblicate nell’antologico Tales of Suspense, è evidente l’attitudine a dir poco reazionaria di Lee, con un’impostazione anti-comunista, francamente esagerata; e i nemici dell’Uomo di Ferro erano quasi sempre sovietici, a cominciare dal Presidente Kruscev in persona, rappresentato in maniera farsesca. Insomma, Iron Man era il supereroe di stato per eccellenza e il suo serial smaccatamente propagandistico.

Tony Stark, alter ego di Iron Man, con le sue industrie di armamenti, simboleggiava la superiorità tecnologica e militare degli Stati Uniti ed era, molto più di Capitan America, lo strenuo sostenitore dell’American Way of Life. È pur vero che l’eroe nacque in un clima da guerra fredda ma, sinceramente, si stenta a credere che lo sceneggiatore open minded di X-Men sia lo stesso del destrorso Iron Man.

Il terzo volume della serie Marvel Masterworks dedicato al personaggio, comunque, include episodi, tratti da Tales of Suspense, divertenti e godibili e possono essere apprezzati se li si inserisce nel contesto socio-culturale del periodo. Vanno altresì segnalati per la qualità dei disegni del compianto Gene Colan, leggendario penciler di Devil, Dracula, Dr. Strange, Batman e innumerevoli capolavori che, grazie al suo tratto ombroso e oscuro, realizzò una versione più cupa e introspettiva di Tony Stark e una più maestosa e intimidente di Iron Man.

In questi episodi Lee approfondisce le relazioni che legano Tony alla bella segretaria Pepper di cui è innamorato, a sua volta legata al migliore amico di Stark, Happy Hogan, e i due hanno un ruolo rilevante nelle story-line. E non mancano i cattivi. C’è il nemico numero uno del Vendicatore Dorato, il letale e crudele Mandarino; e poi Melter, Titanium Man, il Frantumatore, Gargoyle e l’Uomo Talpa. Ribadisco che le trame sono propagandistiche nei toni ma al contempo costituiscono classici innegabili della Marvel e risultano piacevoli. Gli episodi successivi a questo terzo Masterwork sono inclusi nel primo volume di Marvel Collection dedicato all’Uomo di Ferro, da me già recensito. Se volete dunque regalarvi un buon fumetto vintage il presente Marvel Masterwork e Marvel Collection sono ciò che fa per voi.

Voto: 7


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