Flash di Grant Morrison & Mark Millar Vol. 1 | Recensione

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Lion ripropone in una serie di volumi le storie di Flash scritta de un duo di terribili autori scozzesi: Grant Morrison e Mark Millar! Non perdete alcune delle avventure più coinvolgenti del Velocista Scarlatto disegnate dal compianto Paul Ryan!

L’importanza della scuola fumettistica di area British nell’ambito dei comic-book americani è indiscutibile e in questo senso lo scozzese Grant Morrison ha giocato e tuttora gioca un ruolo fondamentale. L’autore di Glasgow noto per capolavori del calibro di Animal Man, Arkham Asylum e The Invisibles è da sempre perdutamente innamorato del DCU. Quando iniziò a lavorare verso la metà degli anni ottanta con la casa editrice di Superman e Batman avrebbe voluto occuparsi di Barry Allen, il Flash più amato di sempre.

L’etichetta, tuttavia, non glielo permise, innanzitutto perché non era ancora uno sceneggiatore conosciuto e preferiva affidare le sue principali icone supereroiche ad autori più affermati, e poi perché all’epoca Barry era ufficialmente morto, in seguito ai drammatici eventi di Crisis, e il suo posto era stato preso da Wally West, l’ex Kid Flash divenuto il nuovo Velocista Scarlatto protagonista di una serie di successo.

Nel 1997, però, qualcosa cambiò e la DC affidò la testata di Flash proprio a Morrison. Lion ristampa gli episodi morrisoniani in una serie di volumi che si segnalano anche perché firmati da un altro trasgressivo sceneggiatore scozzese, Mark Millar. In quel periodo costui era meno famoso di Grant e fu grazie a lui se ottenne i primi incarichi professionali. Insieme realizzarono, oltre a Flash, pure Swamp Thing, Aztek, alcuni numeri di JLA e per la Marvel la miniserie Skrull Kill Crew.

Entrambi dotati di un’immaginazione sfrenata e di un’attitudine provocatoria ed eversiva, si occuparono quindi di Flash senza rinunciare alla loro ottica peculiare. In questi episodi, comunque, è sempre Wally West a indossare il celebre costume rosso. Ha una storia con Linda e spesso collabora con Jay Garrick, il primo Flash, Max Mercury e il giovane Impulso. Morrison e Millar non sconvolgono più di tanto la vita del personaggio e propongono situazioni narrative meno stravaganti di quelle presenti in altre loro opere.

Questo volume che include i nn. 130-135 di Flash è un ottimo esempio di lettura supereroica contrassegnata da un piacevole equilibrio di classico DC style e innovazione. Da un lato, Morrison e Millar si divertono con personaggi canonici come Mirror Master, Capitan Cold e Heat Wave, puntando sull’ironia, dall’altro, però, concepiscono sceneggiature non prive di sperimentalismi.

Nell’episodio incentrato sulle macchinazioni di Mirror Master, per esempio, i due autori delineano trame parallele con diverse ambientazioni; in altre alternano flashback e flashforward con suggestioni fantascientifiche alla Philip K. Dick. Le storie rimangono comunque sempre comprensibili e sono senz’altro meno contorte e cervellotiche di quelle di Animal Man o Doom Patrol. In un’altra avventura, inoltre, rendono un sentito e affettuoso omaggio alla Golden Age concentrandosi su Jay Garrick che, nell’arco di un episodio, assume nuovamente il ruolo di protagonista assoluto.

I disegni sono del compianto Paul Ryan che molti ricordano per numerosi lavori da lui realizzati alla Marvel. Il tratto è naturalistico e non concede nulla al rutilante dinamismo adrenalinico del fumetto anni novanta. Le sue figure sono però plastiche e dinamiche e spesso Ryan propone vignette ampie e spaziose che evocano il concetto della velocità, più che adeguato a una serie dedicata all’uomo più veloce del mondo.

Nel volume sono poi inclusi il n. 96 di Green Lantern e il n. 130 di Green Arrow perché legati alle vicende di Wally. Anche in questo caso, però, non abbiamo a che fare con gli eroi che conosciamo ma con i loro temporanei sostituti. Al posto di Hal Jordan, infatti, c’è il giovane e irruento Kyle Rayner; mentre il posto dell’arciere Oliver Queen viene preso da Connor. La serie di Lanterna Verde è scritta da Ron Marz e quella di Freccia Verde da Chuck Dixon.

Entrambi insistono su toni ironici, forse a causa della presenza di Flash, e su atmosfere piacevolmente mainstream. Alle matite di Green Lantern c’è l’abile Paul Pelletier che realizza tavole efficaci e funzionali; mentre Green Arrow è appannaggio di Will Rosano, dal tratto contorto e grezzo, assistito alle chine da Sal Buscema. Nel complesso, questo volume rappresenta un momento interessante del glorioso percorso creativo di Grant Morrison e Mark Millar.

 

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