Aspettando Mazinga Z: da Mazinger a Infinity

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Un breve excursus su dove eravamo arrivati con la storia di Mazinga e cosa dobbiamo aspettarci dal lungometraggio animato al cinema da domani 31 ottobre al cinema.

In occasione del 45° anniversario, nel 2017 Mazinga Z si appresta a tornare, questa volta sul grande schermo distribuito in Italia da Lucky Red/Key Films, con il film Mazinga Z Infinity. Diretto da Junji Shimizu, scritto da Takahiro Ozawa e prodotto dalla Toei Animation, il film è ambientato dieci anni dopo il finale della serie e sarà al cinema dal 31 ottobre. Verrà presentato in anteprima mondiale il 28 ottobre alle Festa del Cinema di Roma nella sezione parallela Alice nella città come Evento speciale, per far tornare tutti bambini/ragazzi ancora una volta. In Giappone sarà distribuito con l’anno nuovo, il 13 gennaio 2018. Facciamo il punto su dove eravamo rimasti e dove andremo a parare con la nuova storia del film.

In principio fu Mazinga Z”

si potrebbe dire. Tutto iniziò nel 1972 con il primo robot pilotato da un uomo nella storia degli anime. E tutto cominciò dal primo pilota designato, Koji Kabuto, che ereditò il mecha che dà titolo alla serie anime, dal nonno che durante un’esplorazione anni prima in un’isola dimenticata dagli dèi, Bardos, aveva scoperto la tecnologia inventata dai Mikenes e rimasta poi sopita e silente nelle viscere della Terra. La stessa che il Dr. Inferno, il nemico giurato di Koji, volle usare nella serie originale per riportare il potere dei Micenei letteralmente a galla e conquistare e controllare il mondo intero. Il classico viaggio dell’eroe, unito alla iper-tecnologia di Gō Nagai, fa di Koji a fine serie più di un ragazzo impulsivo e testardo con un’enorme eredità sulle spalle.

Diventare Dio o Demone?”

Questo era stato detto a Koji quando quest’ultimo aveva preso il controllo di Mazinger Z. Ora dieci anni dopo il nostro eroe sarà posto di nuovo di fronte a questo terribile dilemma quando si troverà a dover salvare nuovamente l’umanità intera. Koji non è più il ragazzino della serie anime, è diventato un adulto, un ricercatore scientifico mentre il buon “vecchio” Mazinga Z riposa in un museo. Parallelamente però vengono scoperte delle gigantesche e misteriose rovine all’interno del Monte Fuji chiamate Infinity (ecco il titolo del nuovo lungometraggio), opera del Dottor Inferno e delle sue forze malvagie. La chiave per aprirle è una new entry, l’androide Lisa, che lavora al fianco di Koji al nuovissimo Istituto di Ricerca di Energia Fotonica, diretto ora da Sayaka Yumi, sua compagna nell’eroica battaglia di dieci anni prima.

L’erba cattiva non muore mai

Il redivivo Dr. Inferno, come ogni nemesi che si rispetti, nemico giurato di Koji, torna a dargli battaglia allo scopo di distruggere e conquistare il mondo, ancora una volta. Miracolosamente sopravvissuto alla morte che sembrava averlo colpito alla fine della serie originale, l’arma definitiva del perfido scienziato sarà Goragon. Contemporaneamente, le centrali di energia fotonica di tutto il mondo vengono attaccate dal famigerato scienziato pazzo. A causa dell’enorme potere distruttivo dell’Infinity, che Inferno vuole utilizzare per controllare Goragon, l’umanità rischia l’estinzione. Chi controllerà Goragon, avrà infatti il potere supremo sul mondo.

Un “grande” alleato

Non tornerà solo Mazinga Z nel film Infinity, ma per l’anniversario e per l’occasione farà ritorno anche Il Grande Mazinga, pilotato da Tetsuya Tsurugi, al fianco di Mazinga Z e Koji Kabuto per salvare l’umanità. Quale occasione più propizia e adatta del 50° anniversario della carriera del grande mangaka Gō Nagai? D’altronde l’idea di creare un film di animazione tratto dalla leggendaria serie tv Mazinga Z, che la Toei Animation ha creato 45 anni fa, era in cantiere da 10 anni; e Il Grande Mazinga fu colui che salvò Mazinga Z alla fine della serie originale per divenire poi protagonista dell’omonimo sequel/spin-off.

Passato, presente e futuro

La scelta che Koji sarà chiamato nuovamente a prendere si rifà tanto alla letteratura classica antica greca e romana – ricordiamo il mix inedito di civiltà perdute e tecnologia ultra moderna di Nagai – quanto al più ancestrale dei dilemmi fantascientifici – vi dice qualcosa il Lato Oscuro della Forza di Star Wars? Come da nome giapponese, Mazinga può essere la più potente arma del Bene quanto quella in mano al Male: disegnare il destino del mondo è responsabilità solamente di chi la utilizza, la pilota (quindi l’umanità, vero motore degli eventi poiché detentrice del libero arbitrio).

Un uomo per l’umanità intera

Un prescelto, un predestinato, nel più classico e senza tempo dei viaggi dell’eroe. Un pilota – in tutti i sensi – del destino dell’umanità, colui che è chiamato a guidarla. Con la maturità che l’età comporta, e il suo essere più influente da scienziato che da “semplice” pilota. Nella più ciclica delle tradizioni dei revival, proprio il tempo diviene un altro elemento importante nella saga di Mazinga, data l’invettiva tecnologica di Nagai e il suo essere precursore dei tempi, e data la svolta sempre più smart delle nostre vite quotidiane, in Giappone come nel resto del mondo.

La popolazione mondiale continua a crescere e la tecnologia progredisce giorno dopo giorno. Viviamo in un’era in cui l’unicità di ogni individuo ha grande rilevanza ed è spesso motivo di discussione: questo film punta a esprimere i valori, i meriti e i pericoli della diversità. Quando l’umanità viene messa di fronte alla possibilità di scegliere ed ha a disposizione una gran varietà di opzioni, valori, ecc. ci si può trovare di fronte a una crisi. Il film diviene quindi una riflessione sulla crisi d’identità del mondo contemporaneo.

Da Mazinga Z – Infinity ci aspettiamo, da spettatori, una nuova leggenda, inedita ed emozionante, che sappia trasportarci indietro nel tempo ma allo stesso tempo proiettarci in avanti. E voi?

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