Maxi Tex 21 Nueces Valley | Recensione in anteprima

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L’epopea texiana si arricchisce di 272 nuove pagine che partono addirittura ancora prima della nascita di Tex e arrivano fino al presente della serie. Il tutto in compagnia di un personaggio realmente esistito che ha fatto la storia del West: Jim Bridger.

Quella ripercorsa dal Maxi Tex 21 è un’epopea della famiglia Willer, un fumetto storico in tutti i sensi: sia perché per la prima volta vediamo i volti di Mea e Ken Willer (i genitori di Tex), sia perché il filo conduttore della storia è un personaggio realmente esistito, ovvero Jim Bridger.

Per chi avesse visto il film The Revenant con Leonardo di Caprio il nome di Jim Bridger potrà non suonare del tutto nuovo. Infatti questo personaggio è presente nella pellicola ed è interpretato da Will Poulter. Jim Bridger ha realmente conosciuto l’ormai famoso Hugh Glass, sopravvissuto all’attacco di un orso grizzly, ma dal canto suo anche lui è stato un tipo piuttosto avventuroso: fu infatti uno dei primi grandi esploratori e trapper tra il 1820 ed il 1840.

Mauro Boselli ha ripescato questa figura storica e l’ha sfruttata per fare da filo conduttore a tre momenti di vita della storia di Tex: la pubertà, l’adolescenza e l’età adulta. Ma addirittura il primo momento raccontato in questo Maxi Tex precede la nascita stessa del nostro ranger. Il titolo del fumetto, Nueces Valley, fa riferimento ad una zona piuttosto dura del Texas, molto difficile da colonizzare e da vivere nei primi decenni dell’Ottocento. Mea e Ken Willer saranno tra i primi coloni ad avventurarsi in questo territorio in cerca di una nuova vita e di una casa.

Le lotte contro gli indiani saranno il primo passo verso la colonizzazione della Nueces Valley, e sarà qui che Mea e Ken Willer conosceranno Jim Bridger, un uomo che segnerà le loro vite, e quelle dei loro figli.

Non a caso Tex viene fatto nascere nella Nueces Valley: una terra dura, nella quale servono uomini coraggiosi e di valore per vivere e poter affrontare ogni difficoltà. Tex nasce sotto questo segno: sotto l’ala protettiva di Jim Bridger, caratterizzato dal coraggio dei coloni, e con i valori e lo spirito di Mea e Ken Willer.

 

Ogni singolo personaggio che incontreremo nella Nueces Valley sarà importante per forgiare lo spirito di Tex, e creare quell’uomo granitico e di valore che ci accompagna da decenni. Infatti questo Maxi Tex, ci presenta oltre a Mea e Ken, anche altri personaggi che hanno segnato i primi anni del ranger, come il vecchio Gunny Billy, gli amici Rod, Hutch e Dick, e chiaramente il fratello Sam.

Nueces Valley è quindi una sorta di epopea famigliare divisa in più parti: la spedizione dei primi coloni nelle terre del Texas, il primo viaggio di Ken Willer (e Tex) al di là della Nueces Valley, la prima avventura di Tex e dei suoi giovani compagni al di fuori del Texas. Ed infine un episodio del presente nel quale Tex e i suoi pards soccorreranno un anziano Jim Bridger.

Nell’ introduzione a questo fumetto Mauro Boselli sottolinea come inizialmente avesse in mente vari titoli che facevano soprattutto riferimento a Jim Bridger, ma Nueces Valley rappresenta anche a livello simbolico la migliore scelta possibile. Nueces Valley è infatti un luogo reale ma anche simbolico nel quale sono racchiusi il coraggio di Mea e Ken Willer, capaci di avventurarsi, far nascere e crescere dei figli in una delle terre più difficili d’America; ma è anche la terra dura nella quale il giovane Tex si farà le ossa e diventerà presto adulto; e poi Nueces Valley rappresenta anche il terreno d’avventura di personaggi storici come Jim Bridger, eroi della nuova frontiera, e ispiratori di quei miti che oggi riempiono le nostre fantasia, e di cui il nostro Tex è profondo debitore.

I disegni di Pasquale Del Vecchio accompagnano bene quest’atmosfera amarcord che scava così a fondo nel passato. Del Vecchio rappresenta i personaggi nel mezzo dell’azione rendendoli granitici e dando loro pose statuarie rievocando così il mito di Galeppini. Infatti i disegni di quest’albo tendono a dare una dinamicità alla pagina che piuttosto che animare la singola immagine si fa notare nella successione delle vignette, quasi si trattasse di frame di pellicola in sequenza.

Un albo che più classico non si può, e che ha una valenza storica per molti motivi. Una storia che nei momenti in cui sembra che stia perdendo quota, riesce a risollevarsi (così come solitamente l’abile Boselli riesce a fare), e a portare a casa un fumetto godibile e divertente che resterà nella mente e nel cuore dei Texiani.

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