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Cronache d’Altrove (Primo ciclo) – L’altro mondo: Recensione

Andrea Marchino 15/11/2011

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Quattro ragazzini curiosi e intraprendenti in cerca di avventure, un passaggio verso un luogo lontano e misterioso.
Cronache d’Altrove (Primo ciclo) – L’altro mondo.

Autori: Nykko (testi), Bannister (disegni), Jaffrè (colori).
Casa editrice: ReNoir.
Provenienza: Francia (edito da DUPUIS).
Prezzo: 14,00 Euro.
Note: 144 pagine a colori, 15,3×23 cm, carta patinata, brossurato con bandelle.

Noè, Théo e Maxime (detto Max) sono tre ragazzini che fanno la conoscenza di Rebecca (detta Reb), il giorno del funerale di suo nonno (il vecchio Gab), un loro vicino alquanto bizzarro; i quattro decidono di visitare la sua vecchia casa ora disabitata per scoprire se sia infestata dai fantasmi, finiranno invece per incappare in misteriosi manoscritti, diari di un viaggio in un altro mondo, e un curioso marchingegno che acceso inavvertitamente proietterà due di loro, Reb e Maxime, direttamente in quel paese fantastico.

In questo meraviglioso mondo surreale, i due spauriti viaggiatori scopriranno insidie mortali, buffi animali, mostri incredibili, ma anche una popolazione indigena che lotta contro il malvagio di turno, il Signore delle Ombre; l’anziano del primo villaggio che incontrano conosce inoltre la loro lingua, grazie ai passaggi del vecchio Gab che già percorse quelle strade molti anni prima, tracciando dei percorsi e soprattutto delle vie di fuga da quel mondo.

Ai novelli esploratori non resta che seguire quindi una vecchia mappa in cerca di uno di questi passaggi, cominciando un viaggio irto di pericoli e avversità che li cambierà profondamente; nel nostro mondo intanto i due ragazzi rimasti, Théo e Noè, cercano di riaprire il varco che ha inghiottito i loro amici, impresa tutt’altro che facile visto che il proiettore magico che ha aperto il passaggio ha la lente danneggiata.

E non è l’unico problema, dato che la scomparsa di Reb e Max ormai non può più essere celata; dopo una serie di ulteriori vicissitudini anche Théo e Noè riusciranno quindi a varcare la soglia e raggiungere i loro amici scomparsi, unendosi a loro nel travagliato viaggio di ritorno verso il loro mondo d’origine.

Questo primo volume, presentato dalla ReNoir, raccoglie i primi tre tomi della serie francese comprendente l’arco narrativo iniziale, che introduce i lettori a questo misterioso “altro mondo” del titolo e lascia aperte molte porte (ovvero molti “passaggi”), per future esplorazioni; l’opera vanterebbe pure successi strepitosi sia in Francia che negli USA, e in effetti offre su un canovaccio e un’ambientazione ormai abbastanza noti, buoni personaggi, molto ben caratterizzati e un ritmo serrato, oltre che un qualche piccolo colpo di scena qua e là.

C’è anche spazio per toccare in maniera sensibile alcune tematiche scottanti, come quello dei minori maltrattati in famiglia (Théo viene regolarmente picchiato dalla madre alcolizzata, il fratello maggiore lo ignora e vive un po’ da sbandato), o addirittura della violenza razziale (Reb è un’orfana del Rwanda, la cui famiglia è stata massacrata nella guerra civile dei primi Anni ’90 e porta ancora addosso le cicatrici del machete che quasi la uccise); l’ostilità del nuovo mondo poi contribuirà a sviluppare il carattere e la personalità dei diversi protagonisti, e già questo primo “giro” lascerà loro dei segni indelebili.

Storia quindi che si legge tutta d’un fiato, e che raccolta in un unico volume gratifica il lettore di un racconto che ha un suo sviluppo compiuto, dove si alternano momenti più ludici e divertenti a risvolti più drammatici, e che rappresenta in effetti un ottimo esempio di intrattenimento per ragazzi (già un po’ smaliziati); peccato per l’edizione che in formato ridotto, forse troppo, passa dal cartonato francese ad un “topolinesco” 13×18 (sarebbe 15×23 ma con un ampio bordo bianco sopra e sotto le tavole, purtroppo inutile), al quale si aggiunge una colorazione così scura nelle ambientazioni notturne (che occupano quasi tutto il primo capitolo e parte del terzo), che rende di difficile decifrazione i disegni (altrimenti gradevolissimi e dalla colorazione azzeccata nelle parti più luminose).

Voto: 6 e 1/2

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