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Secondo parere: Justice League International 1 di Dan Jurgens

Domenico Bottalico 16/09/2011

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Ritorna una serie culto degli anni ’80: Justice League International. Ma attenzione non tutti saranno soddisfatti dalle scelte fatte da Dan Jurgens per rilanciare il gruppo che di fatto si allontanano dagli stilemi cari alla run storica di Giffen e DeMatteis.

Justice League International n. 1

Autori: Dan Jurgens (Testi). Aaron Lopresti (disegni e copertina). Matt Ryan (chine). Hi-Fi (colori e copertina).
Casa editrice: DC Comics
Provenienza: USA
Prezzo: $ 2,99

Senza dubbio Justice League International è una delle serie più attese e su cui i fans nutrivano maggiori aspettative e speranze soprattutto perché non è mai sopito il ricordo della seminale serie targata Giffen-DeMatteis.

Ma quanto di quella JLI è stato recuperato?

Sono franco, poco pochissimo anzi direi nulla…il plot parte da zero presentandoci le Nazioni Unite intente a mettere insieme una squadra per affrontare le sempre crescenti minacce metaumane e per fare da trait-d’union con la Justice League che qui viene dichiarata ovviamente super-partes e perciò non facente capo a nessun governo.

Il reclutamento del gruppo è forse proprio la parte che colpevolmente Jurgens, che qui si occupa solo dei testi, ha trascurato o forse più volutamente ha voluto mettere in secondo piano catapultando il gruppo subito in azione alla ricerca di una spedizione delle Nazioni Unite di cui si sono perse le tracce in Perù dove il nostro variopinto gruppo affronterà i misteriosi Signal Men robottoni dal sapore golden age se non addirittura doom-patroliano.

Ad albo chiuso mi vengono in mente due considerazioni: la prima riguarda la “frettolosità” con cui Jurgens assembla il gruppo non per mancanza di idee, cioè almeno lo spero, quanto piuttosto credo per scongiurare eventuali errori di continuity infatti gli eroi qui presente sembrano conoscersi tutti seppur non si fa cenno a nulla che gli abbia coinvolti tutti insieme direttamente, la seconda è la scelta di concentrare subito l’attenzione sulla relazioni fra i vari personaggi come ad esempio lo scontro fra Rocket Red e August General in Armor, oppure la distaccata new entry Godiva, non mancano le battute vedasi Batman, che qui ritorna a fare l’agente misterioso da supergruppo come non si vedeva da anni, con Booster Gold che fra l’altro è leader designato del gruppo, oppure il sempre rissoso Guy Gardner che decide di piantare subito la squadra ma scommetto che tornerà già nelle pagine del secondo numero.

Aaron Lopresti fa un discreto lavoro alle matite migliorando da metà albo in poi nulla di trascendentale sinceramente anzi a tratti un tantinello sottotono.

La nuova JLI quindi è lontana anni luce da quella classica degli ’80 piuttosto è vicina a quella della recente JL: Generation Lost per l’impostazione, perciò superato lo shock di non trovarsi davanti ad una serie che riprendeva gli stilemi cari a Giffen promuovo la serie sperando che Jurgens equilibri nella sua run azione e interazione dei personaggi.

VOTO: 6


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