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martedì, 16 agosto 2011 - 10:32

Recensione: Hellblazer di Peter Milligan 5


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hellblazer di milligan 5 195x300 Hellblazer di Peter Milligan 5

Autori: Peter Milligan (testi), Giuseppe Camuncoli, Simon Bisley (disegni)
Casa Editrice: Planeta De Agostini
Provenienza: USA
Prezzo: € 12,95, 16,8 x 25,7, pp. 136, col.

Il mensile Hellblazer, uno dei serial di punta dell’etichetta Vertigo, dedicato al celebre mago John Constantine, creato dal maestro Alan Moore nella sua leggendaria run di Swamp Thing, può senza ombra di dubbio essere considerato uno dei migliori del comicdom statunitense, se si analizzano i nomi degli autori coinvolti. Di conseguenza, chiunque si cimenti nella delineazione delle avventure del detective dell’occulto è, ovviamente, consapevole che il livello qualitativo del comic-book è spesso stato elevato.

E di ciò è consapevole pure Peter Milligan, attuale writer di Hellblazer, nonché esponente di quella particolare scuola britannica, alla quale appartengono Moore, Morrison, Gaiman e altri, che ha avuto il merito di innovare e svecchiare il fumetto statunitense. Ma, come ho scritto in numerose occasioni, reputo Milligan discontinuo, nel senso che a volte realizza opere provocatorie e trasgressive, di grande impatto; e in altre, invece, lavori più convenzionali.

Inizialmente, la sua run di Hellblazer mi era sembrata in linea con questa seconda categoria. Non che Peter avesse scritto brutte storie; ma, a mio avviso, mancava la valenza eversiva e immaginifica presente in Shade The Changing Man, per esempio; o in Enigma; o in Greek Street. Tuttavia, si intuiva che lo sceneggiatore aveva in mente di impostare storylines a lunga gittata, non prive di potenzialità.

A un certo punto, Milligan recupera Shade, il personaggio che gli aveva dato fama e successo negli anni ottanta, supereroe creato nei seventies da Steve Ditko e che Milligan aveva sottoposto a un restyling particolarmente scioccante. Nel tp precedente, infatti, John Constantine, per una serie di circostanze, chiedeva l’aiuto dell’Uomo Cangiante (i due si erano già incontrati in un vecchio episodio di Shade) e, in quel contesto, Milligan di colpo aveva ritrovato la devianza e la follia che sovente fanno parte della sua ispirazione.

E in questo nuovo tp, che include i nn. 271-275 del mensile originale, rilevo che la situazione, fortunatamente, non è cambiata: Milligan è incisivo e graffiante come non mai e, peraltro, rivoluziona lo status del protagonista della serie, ormai da molti anni statico e privo di evoluzioni. In effetti, nelle run precedenti, i vari autori non avevano fatto altro che riproporre i consueti cliché legati all’occulto e all’esoterismo che i fans storici di John ben conoscevano, senza troppe novità.

Invece Milligan inserisce nella vita di John un decisivo cambiamento che di certo condizionerà le trame future. Sempre più attratto dalla sexy alchimista Epiphany, figlia di un pericoloso gangster, Constantine, inveterato playboy, decide di compiere il passo definitivo: quello del matrimonio. Ma davvero John si sposerà e metterà la testa a posto? E, soprattutto, si creerà una famiglia? Le risposte, naturalmente, non sono scontate.

Così come non è scontata la trama di Milligan, imperniata di nuovo su Shade, sempre più schizzato; sul padre di Epiphany che non vede di buon occhio l’imminente unione; e sullo stesso John che dovrà confrontarsi con se stesso, in particolare con il suo io più giovane in una Londra in pieno fermento punk. Milligan, inoltre, memore dell’intero percorso narrativo della serie, fa riapparire la bella Kit (uno dei più grandi amori di John, inventata da Garth Ennis); il demoniaco doppio di Constantine; la nipote Gemma; persino Gary Lester, l’amico divorato da Mnemoth nella run iniziale di Delano che, inaspettatamente, è ancora vivo. E non può mancare il nemico per eccellenza di John, Nergal, che non può tollerare che la felicità entri nella vita del nostro anti-eroe e che farà di tutto per ostacolarlo, con la complicità di una splendida donna demone.

Tra citazioni di Aleister Crowley e riferimenti all’estetica post-punk, Milligan realizza una delle migliori sequenze di Hellblazer, trasformando la serie e rendendo, da ora in poi, Epiphany, di fatto, co-protagonista del comic-book. I testi sono ottimi, con monologhi alternati (i narratori sono John ed Epiphany) di grande intensità espressiva, con dialoghi irriverenti e sarcastici. La parte grafica è valida: Giuseppe Camuncoli, coadiuvato da Stefano Landini alle chine, è efficace e sa caratterizzare ogni personaggio; e l’altrettanto bravo Simon Bisley è perfetto per la raffigurazione di una Gran Bretagna oscura e sporca, piena di orrori indicibili. In poche parole, questo quinto tp della run di Milligan va decisamente preso in considerazione.

Voto: 8



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