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Dorando Pietri e il vincitore che non vinse mai [Recensione]

Emiliano Sportelli 07/11/2016

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Con la collana “Traguardi”, la Tunué Edizioni presenta la biografia a fumetti di Dorando Pietri, il maratoneta carpigiano che fu squalificato dopo aver vinto la maratona olimpica di Londra del 1908.

Ci sono atleti che restano nella storia per le loro imprese sportive, altri che la storia la costeggiano, ci arrivano così vicini da poterla quasi accarezzare, ma alla fine desistono. Calciatori, cestisti, piloti… ogni ramo sportivo ha la sua leggenda. Sono rare le Olimpiadi “silenziose”, quelle che non fanno scalpore, quelle che passano inosservate insomma.

Le Olimpiadi di Londra del 1908 sono passate alla storia per l’impresa del maratoneta carpigiano Dorando Pietri che vinse la maratona, ma venne poi squalificato perché, a pochi metri dall’arrivo, un giudice di gara lo aiutò a sollevarsi mentre l’atleta stremato raggiungeva il traguardo.

Una storia che all’epoca fece scalpore e che oggi diventa un fumetto grazie alla Tunué Edizioni, che grazie alla graphic novel Dorando Pietri – Una storia di cuore e di gambe, riporta alla luce il mito del corridore emiliano, la sua storia e le sue incredibili gesta che lo sceneggiatore Antonio Recupero e il disegnatore Luca Ferrara riescono magistralmente a mettere su carta, senza tralasciare quei particolari che hanno circondato di luci e ombre l’impresa dello sportivo italiano.

Il giovane Dorando lavora come garzone in una pasticceria (consegna pasticcini a domicilio), ma passa poco fino a quando Ottavio Dondi lo nota, insegnandoli davvero a correre. Da lì la sua scalata alla gloria delle Olimpiadi di Londra del 1908 fu davvero breve. Ma nel corso della maratona, fu aiutato da un giudice di gara a rialzarsi in prossimità del traguardo.

La Federazione americana fece causa al corridore (l’atleta americano Hayes arrivò secondo) vincendo il ricorso. La medaglia d’oro andò agli USA, ma Dorando Pietri ricevette dalla regina d’Inghilterra (che aveva assistito alla gara) una coppa commemorativa.

C’è dunque davvero tutto nel fumetto di Recupero e Ferrara, i due tracciano uno spaccato sia dell’atleta che dell’uomo; attraversano la vita di Dorando, facendo ruotare il tutto intorno alla sua gara di Londra, la quale apparecchia con fine precisione il futuro dello sportivo.

Una storia, quindi, che va al di là della semplice sfida sportiva. L’uso quasi sublime del colore, diventa un tutt’uno con quel volto di Pietri segnato dalla fatica; pubblico e paesaggio fanno da contorno ad un tratto mai banale e pieno di vita.

Dorando Pietri – Una storia di cuore e gambe è la storia su un vincitore che non vinse mai; il fumetto rappresenta anche una sorta di rivincita di Dorando, quel garzone di bottega non adatto a gareggiare, ma che stravolse la concezione di corsa. Del resto sono proprio persone “inadatte” come Dorando Pietri a rendere lo sport una parte fondamentale della vita.

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