Recensioni Fumetti

Satanik vol. 11 – La Regina di Picche – Paso Doble

Sergio L. Duma 13/07/2011

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Satanik vol. 11 – La Regina di Picche – Paso Doble

Autori: Max Bunker (testi), Magnus (disegni)
Casa Editrice: Mondadori
Provenienza: Italia
Prezzo: € 7,90, pp. 258, b/n

Recensione

Come molti utenti, o almeno credo, sto seguendo con interesse e piacere l’attuale edizione Mondadori di Satanik, capolavoro indiscusso di Max Bunker, alias Luciano Secchi, e Magnus, composta di diciotto volumi che presentano una selezione degli episodi più significativi del serial noir dedicato alla splendida Marny Bannister, conosciuta con lo pseudonimo di Satanik, appunto.

Avevo già recensito con entusiasmo il primo numero ma ritorno sull’argomento, poiché considero questa undicesima uscita particolarmente significativa, per ragioni che illustrerò tra poco. Innanzitutto, bisogna puntualizzare che Satanik, al pari di un altro celeberrimo anti-eroe bunkeriano, e cioè l’inquietante Kriminal, e del non meno famoso Diabolik delle sorelle Giussani, suscitò parecchio scandalo nell’Italia dei primi anni sessanta.

Marny Bannister era una donna brillante e intelligente ma decisamente brutta. Disprezzata e derisa a causa del suo aspetto fisico, decide di provare su di sé una pozione chimica che la trasforma, per un lasso limitato di tempo, in una donna sexy e seducente in grado di far girare la testa a chiunque. Piena di rancore e di odio nei confronti della società, e dotata di un’indole ribelle, Marny, ribattezzatasi Satanik, si dedica a una vita di crimini e trasgressioni, senza esimersi dall’uccidere qualsiasi malcapitato che cerchi di ostacolarla.

La freddezza e la crudeltà del personaggio, nonché il sensuale appeal, ben visualizzato dal grande Magnus, colpirono l’immaginario dei lettori dell’epoca, che seguirono con passione, mese dopo mese, le rocambolesche avventure della Rossa del Diavolo. E non mancarono nemmeno problemi giudiziari, denunce e crociate dei benpensanti contro quella che venne considerata da molti una lettura pericolosa per le giovani generazioni.

Secchi, tuttavia, sin dal principio fece di Satanik un serial in perenne evoluzione, senza ripetere pedissequamente le atmosfere e le situazioni che avevano attratto il pubblico. Nel corso degli episodi, infatti, Satanik, in determinati contesti, si addolcì, rivelando una psicologia più sfaccettata di quanto si potesse sospettare e senz’altro poco schematica. Lo sceneggiatore, inoltre, impostò story-line veloci e ricche di suspense, ma giocando su diversi registri narrativi: il noir, ovviamente; ma anche il giallo tradizionale, la spy-story e persino l’horror (specie nelle storie che introdussero il nemico per eccellenza di Satanik, il vampiro Wurdalak). E successivamente ci furono pure elementi farseschi e ironici che sembrano preludere ad un altro capolavoro: Alan Ford.

Per giunta, Secchi si concentrò su alcuni comprimari, come Max Lincoln, l’unico uomo amato da Satanik, benché piuttosto ingenuo; il divertente Cent; e l’acerrimo avversario di Marnie, l’integerrimo poliziotto Trent. Gli episodi presenti in questo volume, ‘La Regina di Picche’ e ‘Paso Doble’, rappresentano la perfetta fusione di tutti gli stilemi espressivi da me citati, scritti da un sempre efficace Max Bunker e illustrati, con la consueta perizia ed eleganza, dal leggendario Magnus.

Ma c’è un altro motivo che mi spinge a segnalarlo. In appendice, infatti, troveremo il primo episodio di un serial, ovviamente ideato da Magnus e Bunker, meno conosciuto di Kriminal e Satanik, ma altrettanto valido, imperniato su un ennesimo, stupendo personaggio femminile: Gesebel. Anch’esso creato dal vulcanico duo nei primi anni sessanta, durò ventitre numeri. Ma solo i primi sei furono realizzati da Secchi e da Magnus.

Gesebel è una ‘corsara dello spazio’ e, come è facile intuire dalla definizione, ci troviamo nell’ambito della science-fiction propriamente detta. Gesebel non è meno sexy e perfida di Satanik, comunque, ed è la comandante di un gruppo di affascinanti avventuriere che attaccano, con finalità criminose, astronavi con i loro indifesi equipaggi. La fantascienza si mischia alla satira e al grottesco e c’è indubbiamente un gradevole stile anni sessanta che rende il fumetto intrigante e persino una specie di attitudine femminista in anticipo sui tempi.

I testi di Luciano Secchi sono divertenti e vivaci e lo stile grafico di Magnus è delizioso, più raffinato e fluido di quello, già validissimo, da lui impiegato su Satanik. Gesebel (che forse risente, in parte, del modello di Barbarella) è un’opera che mancava da tempo nel mercato e che ha rappresentato un’epoca fumettistica ben precisa. Bene hanno fatto, quindi, Mondadori e Secchi a inserirlo in questa edizione. Se volete conoscere, dunque, una produzione minore (ma non trascurabile) dei due maestri, non perdetevela.

Voto: 8

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