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LA CASA di PACO ROCA è una storia intensa e misurata – RECENSIONE

Carmine De Cicco 12/04/2016

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Il nuovo lavoro dell’autore spagnolo sarà offerto al pubblico italiano ancora una volta da Tunué. Il volume, cartonato e in formato 24×15 centimetri, avrà 136 pagine a colori e costerà 16,90 euro.

Una potente e lunga sequenza narrativa di immagini e ricordi, che sa essere struggente e rievocativa, che sa tenere chi legge con gli occhi incollati alle cento e passa tavole in cui l’autore sviluppa una storia particolare e universale al tempo stesso, in parte autobiografica ma pronta a divenire storia di ciascuno di noi.

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Se la trama principale della storia è pressoché inconsistente, è sul piano delle emozioni e dei ricordi che quest’ultima acquista spessore: tre fratelli, decisi a vendere quella che fu la seconda casa di famiglia, ormai abbandonata dopo la morte del padre dalle umili origini che ha saputo farsi patriarca, vi arrivano per cercare di sistemarla un po’, rendendola così più appetibile agli eventuali compratori. Che forse arriveranno, forse no: non è questo che importa.

Importa come la permanenza tra le mura dell’edificio e nel giardino che lo circonda sarà per i tre fratelli occasione per ricordare la vita familiare, rivalutare la figura del padre, recuperare il rapporto tra loro ma anche dirsi ciò che ancora non si erano detti finora.

La permanenza che si fa ricordo, dunque, che si fa vero incontro e omaggio: questo quanto avviene nelle delicate tavole costruite dall’autore valenciano, così cariche di umanità, ma non certo godibili solo per questo.

Sono tavole ben costruite, infatti, complesse e simmetriche, a volte quasi ingabbiate, eppure di agevole lettura e capaci, sempre, di comunicare in tutta libertà emozioni che per quanto particolari sanno farsi universali: quelle provate da tre fratelli assai diversi tra loro, ma accomunati da uno stesso padre, che nonostante la sua assenza è il vero protagonista dell’opera insieme alla casa del titolo, della quale chi legge può ricostruire la nascita e la crescita, fino all’invecchiamento.

Il suo destino, però, resterà non scritto, o forse sì, leggibile tra le righe di quanto i personaggi della storia dicono, nei loro sguardi, nei loro sospiri.

In effetti ne “La casa” tanta parte la fa anche il non detto, come risulta evidente fin dalla prima tavola, che comunica tristezza e solitudine, tenacia e perseveranza. Che dice senza parole scritte, che dà avvio a una narrazione che sa essere circolare, che va avanti e indietro nel tempo pur restando perlopiù immobile nello spazio.

Prima Tavola LA CASA di Paco Roca

Prima Tavola LA CASA di Paco Roca

Già, lo spazio: è quello della casa, certo, ma anche quello del cuore umano, sede delle intense emozioni che permeano le pagine della storia pubblicata in Italia da Tunué, che come gli altri lavori di Paco Roca sa essere ricca di materiale vivo, pulsante, fortemente emotivo.

La casa come bastione di unità familiare, come baluardo di ricordi di una fase della vita che non c’è più e che non potrà tornare, ma che è così brutto che sia dimenticata; la casa come occasione per provare a reimpostare un rapporto familiare forse un po’ troppo trascurato, proprio come la casa è stata trascurata dalla morte del padre che fortemente la volle.

No, non si può vendere la casa, anche se non ci sono i soldi, anche se non c’è nessuno che se ne possa occupare a tempo pieno, come essa richiederebbe.

Tavola LA CASA di Paco Roca

Tavola LA CASA di Paco Roca

O forse sì, si può vendere, perché ora è completa con quella pergola che i tre fratelli mettono in piedi per riparare a un errore, quello di non aver trovato il modo di aiutare il padre a costruirne una decente, tutti insieme. Forse la casa si può vedere perché è riuscita nel suo scopo, quello di riavvicinare i fratelli, di ricostruire l’unità familiare. Perché ha esaurito il suo compito di epifania alla Joyce, ricolma com’è di oggetti che innescano ricordi capaci di dar nuovo senso a ciò che i protagonisti portano dentro sé.

Un lavoro autobiografico che sa farsi universale, che tocca tematiche complesse come quella del tempo andato e che inevitabilmente andrà, a dispetto di tutto, di persone, sentimenti, cose da fare, risposte da cercare. A dispetto perfino di case, luoghi fisici e della memoria.

Paco Roca sa ancora una volta regalare a chi legge una storia intensa e misurata, commovente ma mai patetica, intrisa di malinconia ma anche di sorrisi. Proprio come sa essere la vita, quella di ogni giorno, quella che sembra così vera ritratta nei disegni realistici de “La casa”.

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