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venerdì, 1 aprile 2011 - 14:56

Marvel Masterworks – Spider-Man 3


MARVEL MASTERWORKS SPIDERMAN 3 155x237 Spider-Man 3

Marvel Masterworks

Autori: Stan Lee (testi), Steve Ditko (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Provenienza: USA
Prezzo: € 25,00, 17 x 26, pp. 256, col.
Recensione


Quando si ragiona sul Marvel Universe, i primi personaggi che vengono in mente sono gli X-Men e l’Uomo Ragno. Poi seguono a ruota tanti altri ma i pupilli del Professor Xavier e il signor Peter Parker sono considerati i più rappresentativi. O perlomeno è stato così a partire dagli anni ottanta, quando Uncanny X-Men, grazie a Chris Claremont, si trasformò nel più grande successo commerciale della Casa delle Idee.

In precedenza, invece, l’Arrampicamuri era il character più famoso della casa editrice e non divideva questo titolo con nessuno. Nei sixties, d’altro canto, i Fantastici Quattro erano i numeri uno, grazie alla leggendaria coppia Stan Lee/Jack Kirby. Dopo che Kirby, in contrasto con Lee, se ne andò dalla Marvel, Fantastic Four, pur apprezzato dai fans, non fu più il comic-book di punta della casa editrice, a tutto vantaggio di Amazing Spider-Man.

In ogni caso, già negli anni sessanta il buon Peter Parker ebbe un successo strepitoso a causa, in special modo, della sua umanità. Peter, infatti, almeno in principio, era il tipico ‘nerd’, un liceale poco apprezzato dai compagni di classe; un orfano cresciuto dagli zii, con innumerevoli problemi. Era, quindi, facile identificarsi con lui e i lettori furono intrigati, più che dagli scontri con i super-criminali, dai contrasti con il rivale Flash Thompson, dai problemi di salute dell’anziana Zia May o dall’amore contrastato per Betty Brant.

Si tende a considerare la versione dell’Uomo Ragno disegnata da John Romita Sr. come la migliore ed è stata comunque quella a rendere celebre il personaggio (mi riferisco al periodo classico, poiché non bisogna trascurare quella fine anni ottanta/primi novanta dell’adrenalinico Todd McFarlane, ma è un altro discorso); però non si deve trascurare la run iniziale, scritta dal sorridente Stan e illustrata da un penciler che, al pari di Kirby, è leggendario: Steve Ditko.

In questo terzo volume della linea Marvel Masterwork dedicato al ragno, il lettore avrà modo di leggere i nn. 20-30 di Amazing Spider-Man, nonché il secondo annual della serie. Si tratta di episodi cruciali in cui Lee realizza storie incredibili, dai ritmi hard-boiled e influenzati dal noir (e da produzioni eisneriane stile Spirit), tutt’ora considerati veri e propri capisaldi della Marvel e del fumetto americano in generale.

Peter è lontano dal giovane sicuro di sé che è oggi e, tra liti con Flash Thompson, incomprensioni con Betty (e il loro rapporto inizia a deteriorarsi in modo irreparabile) o con l’amica del cuore Liz Allen, si confronta con villains memorabili, a cominciare dal terribile Goblin (la cui vera identità non viene ancora svelata), per continuare poi con Molten, il Professor Smythe, lo Scorpione, e così via.

I testi sono ingenui se analizzati con sguardo contemporaneo; ma hanno una classicità che non può non affascinare un estimatore dei comics a stelle e strisce. Se con Fantastic Four Lee realizzò splendide avventure fantascientifiche o con Mighty Thor si dedicò a una personale interpretazione dei canoni fantasy, con Amazing Spider-Man delineò vicende thriller e poliziesche di notevole impatto narrativo.

Ma ciò non sarebbe stato sufficiente senza Steve Ditko. Per anni Steve aveva illustrato fumetti horror e del brivido e il suo stile, differente da quello kirbyano, era strano per l’epoca: Ditko era perfetto per rappresentare persone qualsiasi come il giovane Peter; ma era pure abile nella visualizzazione di atmosfere oscure mutuate dalla tradizione hard-boiled (basti pensare alle sequenze di lotta tra l’Uomo Ragno e Goblin nei bassifondi di New York!).

Ditko, inoltre, è ricordato per lo psichedelico Dr. Strange e si può affermare che i mondi immaginifici, le architetture e gli sfondi coloratissimi da lui usati nella serie del Mago Supremo anticiparono (e influenzarono) il Jim Starlin di Warlock e di Captain Marvel (e Steve enfatizzò tale aspetto alla DC con Shade The Changing Man). In questo masterwork c’è il secondo annual di Amazing, imperniato sul primo team-up tra l’Uomo Ragno e il Dr. Strange, appunto, in lotta contro il malvagio stregone Xandu. Se leggerete questa storia, capirete per quale ragione Steve Ditko era considerato innovativo. Il volume è ottimamente realizzato e ne consiglio la lettura, specie a coloro che volessero conoscere una vera e propria pietra miliare dei comics a stelle e strisce.


Voto: 8

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