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Il Gusto del Cloro – Bastien Vivès – recensione

Sergio L. Duma 25/03/2011

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Il Gusto del Cloro

Autore: Bastien Vivès (testi e disegni)
Casa Editrice: Black Velvet
Provenienza: Francia
Prezzo: € 18,00, 16,5 x 24, pp. 136, col.
Recensione


L’adolescenza è una stagione della vita piena di contraddizioni e incertezze e spesso anche di trasgressioni. Ma può pure esserci una intrinseca delicatezza nelle percezioni e nelle emozioni che la caratterizzano. E la delicatezza è indubbiamente presente ne Il gusto del cloro di Bastien Vivès, graphic novel che ha vinto diversi premi e che ha consacrato il giovane autore come uno dei talenti fumettistici più importanti dell’area francofona.

Si può già intuire da ciò che ho scritto che l’intimismo è una delle matrici fondamentali dell’opera; ma tale intimismo, fortunatamente, non scade mai nel sentimentalismo, riuscendo a conferire alla vicenda narrata da Vivès una forte intensità. Il protagonista della storia è un ragazzo come tanti che, a causa di una scoliosi, è costretto dal suo fisioterapista a frequentare settimanalmente una piscina. Pur non amando il nuoto, costui accetta e, in principio controvoglia, si reca a nuotare ogni mercoledì.

La trama si svolge nello spazio della piscina, un microcosmo in cui il senso del quotidiano e della normalità è evidente; e in questa situazione sostanzialmente normale il protagonista si invaghisce di una bellissima ragazza, molto abile nel nuoto, i cui fluidi movimenti assumono una valenza altamente seducente. Dopo le iniziali insicurezze, l’adolescente incomincia a conversare con lei, tra una nuotata e l’altra, e si intuisce che tra loro forse potrebbe nascere qualcosa di più di una semplice amicizia.

La ragazza si offre di fargli da insegnante e Vivès utilizza il concetto dell’insegnamento del nuoto come metafora per un altro tipo di insegnamento, quello dell’amore o dell’innamoramento dell’amore, tanto per citare Barthes; e la trama potrebbe essere la cronaca di una formazione esistenziale ed emotiva. Ma c’è un altro elemento: il silenzio. I dialoghi sono pochi, e minimali, e Vivés, tramite, appunto, il silenzio, in pagine di notevole espressività, riesce a rivelare molto più di un discorso. Basta concentrarsi sulle espressioni dei volti, sugli sguardi, sui sorrisi per comprendere appieno ciò che non viene esplicitamente detto.

Oltre al silenzio, c’è la solitudine. Il ragazzo, come ogni buon adolescente che si rispetti, è solo nelle sue sensazioni, nelle incertezze, negli stupori, nelle incapacità di esprimere ciò che prova nei confronti della ragazza; e non è l’unico. Tutti coloro che frequentano quel luogo sono tormentati dalla solitudine: una signora grassa siede sul bordo della piscina senza che nessuno si curi di lei; un corpulento gay, sotto la doccia, non ha il coraggio di avvicinare il giovane, emarginato dal suo aspetto fisico e dalla sua sessualità. E, tutto sommato, anche la ragazza, pur sorridente e piena di vita, ha la sua solitudine interiore,  analogamente agli altri nuotatori, concentrati nel loro universo privato,  e non sapremo mai nulla di lei.

Dal punto di vista grafico, Vivès ha svolto un lavoro encomiabile: innanzitutto, dal momento che le evoluzioni dei corpi nell’acqua sono rilevanti, il disegnatore le ha rappresentate con una fluidità ed eleganza impeccabili e altamente cinematiche, in tavole di grande bellezza formale che trasmettono al lettore proprio il senso del movimento. E l’aspetto cromatico è intrigante: con delicati toni pittorici, Vivès insiste sul celeste e sul verde che rimandano a suggestioni acquatiche, perfette per il tipo di storia da lui immaginata.

C’è, infine, un ultimo dettaglio che rende il libro struggente: la malinconia. Non rivelerò il finale della storia. Non dirò se i due ragazzi si metteranno insieme. Specifico solo che la conclusione del volume è, appunto, malinconica. Una conclusione non esente da poesia. Né manca il mistero. C’è una frase, infatti, che la ragazza pronuncia sott’acqua. Una frase aperta a una miriade di interpretazioni. Una frase che, forse, potrebbe dare un significato preciso alla vicenda. Io ho la mia interpretazione e la terrò per me. A voi il compito di trovarne una propria. Per concludere, posso solo lodare Bastien Vivès per la sensibilità e la bravura dimostrati in questo libro e alla Black Velvet per averlo proposto in Italia.


Voto: 9

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