­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
giovedì, 17 aprile 2014 - 10:30

Mortemer n. 1, la recensione del volume a colori di Editoriale Cosmo


È vero che l’abbazia di Mortemer è la dimora più infestata di Francia? Ma i fantasmi esistono realmente o sono l’invenzione di un uomo senza scrupoli? Ci daranno la risposta Valérie Mangin e Mario Alberti  in un intrigante fumetto horror targato Editoriale Cosmo!

Mortemer 1 cover1 Mortemer

Autori: Valérie Mangin (testi), Mario Alberti (disegni)

Casa Editrice: Editoriale Cosmo

Genere: Horror

Provenienza: Francia

Prezzo: €3,50, pp. 48, col.

Data di pubblicazione: aprile 2014

L’Editoriale Cosmo, oltre ai consueti albi in bianco e nero di impostazione bonellide, ha iniziato a pubblicare opere a colori in formato album e sempre a un prezzo accessibile. L’operazione è più che lodevole e bisogna ammettere che la casa editrice sta dando ai lettori la possibilità di leggere materiale eccellente senza svenarsi. Un esempio è dato dalla collana Cosmo Color Extra dedicata a fumetti di provenienza francofona imperniati su situazioni fantascientifiche e horror. Il mese scorso è stata inaugurata da Fontainebleu e ora è il turno di Mortemer, storia autoconclusiva scritta da Valérie Mangin e disegnata da Mario Alberti che molti ricorderanno per Nathan Never e per X-Men & Spider-Man, giusto per citare alcuni suoi lavori.

La vicenda è classificabile nella categoria della ghost story e da questo punto di vista non è innovativa. Ma la trama è ben delineata e Valérie Mangin riesce a creare un’atmosfera di suspense e tensione essenziale per questo tipo di narrazioni. Di conseguenza, è un lavoro riuscito che non mancherà di essere apprezzato dagli estimatori del gotico contemporaneo. La storia è incentrata sull’abbazia di Mortemer. Il protagonista, Guillame, è un ragazzo avido e cinico che ha come unico obiettivo il guadagno. La sua famiglia è la proprietaria dell’antica costruzione, suggestiva e tenebrosa, e lui decide di sfruttarla diffondendo la notizia che è infestata da spettri. In questa maniera spera di trasformarla in un luogo turistico attraente per gli appassionati di esoterismo.

Sebbene la madre del giovane tenti di opporsi, Guillame riesce a raggiungere il suo scopo e nel giro di poco tempo Mortemer si trasforma in una tappa obbligata per tutti coloro che amano i brividi e sono disposti a pagare qualsiasi cifra per provarli. Tuttavia, c’è qualcosa che nessuno sa. Ufficialmente, infatti, si pensa che quella di Guillame sia solo una redditizia invenzione. Ma, a quanto pare, gli spettri esistono realmente e Guillame li percepisce sin da bambino. Ma è l’unico a poterlo fare. Come si spiega? Per quale ragione i fantasmi di monaci uccisi in maniera efferata e quello di una donna definita Dama Bianca sembrano ossessionati da lui? Perché lo chiamano assassino? E, particolare più sconcertante, per quale motivo parlano e si muovono al contrario?

La situazione si modifica quando Guillame incontra la splendida Céline, una ragazza venuta a visitare l’abbazia. I due si mettono insieme e a un certo punto si sposano. Ma siamo sicuri che Céline sia una fanciulla innocente? E se fosse consapevole dell’esistenza dei fantasmi? E se fosse collegata a loro? Inoltre, un elemento importante della storia è rappresentato da un tesoro nascosto a Mortemer che fa gola a parecchi. Senza spoilerare, specifico che la tragedia sarà inevitabile e la spiegazione degli enigmi ha a che fare con la struttura temporale. Valérie Mangin scrive un ottimo horror, valorizzato da testi intensi ed introspettivi, con lo stesso Guillame che racconta nei particolari una vicenda allucinante. Lo ripeto: Mortemer non è innovativo ma la sceneggiatura funziona e ha il pregio di avvincere il lettore.

Dal canto suo, Mario Alberti compie un buon lavoro. Il suo tratto stilizzato, elegante e raffinato è perfetto per l’atmosfera perturbante della storia e il penciler riesce a caratterizzare i personaggi con maestria. È inoltre abile nella rappresentazione delle ambientazioni oscure, intimidenti e claustrofobiche dell’abbazia, degne di una classica pellicola della Hammer. L’inquietudine è accentuata dai colori dello stesso Alberti. Benché abbia forse ecceduto nella cupezza delle sfumature che a volte può risultare monotona, è indubbio che sia appropriata per Mortemer, consigliabile non solo ai fan dell’horror ma in generale agli amanti del buon fumetto. Fatevi un giro nell’abbazia, dunque. E state attenti.

Voto: 8

Condividi

  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px
  • wp socializer sprite mask 32px

FORSE NON HAI LETTO
EmailEmail
PrintPrint