Intervista esclusiva a J-POP e GP Manga

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Abbiamo avuto nuovamente il piacere di intervistare Jacopo Costa Buranelli, line editor delle etichette orientali di Edizioni BD, JPOP e GP Manga, il quale ci ha dato non solo la sua opinione sull’attualità del mercato italiano del fumetto giapponese, ma ha anche discusso i piani delle label da lui curate per il prossimo futuro, a cominciare dalla Go Nagai Collection!

gp jpop

Intervista a cura di Roberto Addari e Federico Salvan

Ciao Jacopo! Bentornato sulle pagine di MangaForever!
Ehi, ciao! È un piacere essere di nuovo qui con voi!

Come va il mercato del manga in Italia?
Be’, ci sono un sacco di editori e un sacco di titoli proposti. Ci sono un sacco di manga e di conseguenza la concorrenza sul singolo titolo è piuttosto impegnativa. I numeri sono scesi parecchio rispetto a tre anni fa e questo ci fa pensare che forse il manga sta perdendo smalto. Complice anche un estro mancante nel panorama nipponico. Sicché possiamo ben dire che si tratta di un mercato… in crisi!

L’Italia è uno dei paesi del mondo in cui si leggono più manga, tuttavia non vi sembra che il numero di editori italiani sia eccessivo? C’è una “bolla” del manga che rischia di scoppiare?
Non saprei dirti se c’è una bolla. Certamente ci sono moltissimi editori e questo rende per certi versi “psichedelico” l’intero scenario nelle librerie specializzate. Si spera che nei prossimi anni la selezione porti a meno titoli, ma più mirati.

Come funziona l’acquisto di una serie dall’editore giapponese? Perché in Italia serie che in Giappone sono pubblicate sulla stessa rivista sono edite da editori diversi spesso con canali diversi (edicola, fumetteria e libreria)?
Semplicemente perché l’editore tratta per la pubblicazione di quella determinata serie. Non c’entra nulla la rivista che è solo un contenitore di capitoli del tankobon. La licenza è per il tankobon, quindi si tratta di parlare con l’agente e l’editore straniero che fanno da mediatori con l’editor e l’autore del manga. Per la diversificazione dei canali è un aspetto che si decide alla stesura del contratto.
Si propone un valore per i diritti italiani dell’opera calcolato su uno o più volumi della serie originale, prezzo di copertina, tiratura iniziale e destinazione (edicola/fumetteria). Se l’editore accetta questa offerta si procede con i dettagli contrattuali.

Sempre più spesso alle fiere o negli scambi di e-mail tra editor e appassionati si sente “pubblicherete questo manga” o “conoscete quest’altro”. Non avete paura che i lettori che avete “cresciuto” decidano di abbandonare l’edizione italiana di un manga per cercarlo online in maniera legale o meno? Cioè, come per telefilm e film, ora anche un manga è facilmente disponibile in rete se si mastica un po’ di inglese o spagnolo. Che pensieri avete a riguardo?
Be’ se noi siamo gli editori di una serie con fuori le scan, ci siamo sempre premuniti entrando in contatto con i forum e i vari personaggi coinvolti per toglierle dalla rete. Cerchiamo di contrastare la pirateria, sia noi che gli editori giapponesi, sebbene sia un fenomeno piuttosto attivo. Noi crediamo nella qualità dell’edizione e nella qualità della traduzione. Il nostro prodotto non ha minimamente a che fare con quello proposto dai siti di scan. Dietro a un nostro manga ci sono diverse persone, professionisti che lavorano duramente. Forse l’editoria digitale ci aiuterà a sistemare questa situazione che danneggia sia l’editore sia il pubblico, secondo un’equazione abbastanza semplice.

A proposito di manga online legali: sia case editrici come la Kodansha che piattaforme come Crunchyroll offrono la possibilità di leggere nuovi capitoli di manga (o serie intere) in inglese per una spesa minima. Pensate che una cosa simile sarebbe possibile anche in italiano, magari anche per serie inedite un po’ più “vecchiotte” e che non avrebbero grandi vendite in versione cartacea?
Sì, questo fenomeno da te descritto sarebbe sicuramente l’ideale per contrastare il problema della pirateria. Forse quando l’editoria digitale avrà preso più piede, si potrà pensare di instaurare un sistema simile.

Continuando con metodi alternativi di pubblicazione: il formato del magazine (Jump, Afternoon ecc) che tanta fortuna ha in Giappone, in Italia dopo alcuni tentativi è stato abbandonato. Si è trattato di un problema di costi/ricavi o una rivista con storie diverse, articoli e pubblicità (sullo stile diciamo di Topolino o Linus) non è adatta ai lettori di manga italiani?
Un po’ il formato rivista evidentemente non attira. Un po’ anche la complessità di inserire più licenze all’interno di un unico contenitore crea diversi grattacapi a tutti i responsabili licensing. Come spiegavo prima, il discorso di lavorare sui diritti per il tankobon crea numerosi problemi nel momento in cui si vuole pubblicare “a puntate”, quando si parla di fumetto giapponese.
Diverso è certamente il discorso di Linus, ma per i manga credo che il destino delle riviste sia piuttosto segnato.

Cambiando argomento e citando i Simpons “Nessuno pensa ai bambini”? Ormai tra non molto quelli che negli anni 80 e 90 e sono cresciuti con i “cartoni animati giapponesi” avranno anche loro dei figli. Eppure i manga per preadolescenti o bambini delle classi elementari sono quasi assenti in Italia. Non pensate ci sia (o sarà) un mercato dei genitori che vogliono leggere manga insieme ai figli?
Potrebbe essere un’idea e soprattutto potremmo avere un banco di prova con la prossima nostra pubblicazione: POKEMON BLACK & WHITE, che uscirà per GP Manga, sarà una manga da edicola e sarà presentato in formato Viz Kidz, come in america (96 pagine a volume). Vediamo se riusciamo in questo modo a conquistare un po’ di piccolini, vediamo come si trovano con la lettura manga e vediamo se anche i genitori possono… darci una mano! ^_^

PokemonBlackWhite 1

Sempre sui ragazzi cresciuti ad anime e manga: molti frequentano scuole di disegno o corsi volti proprio a disegnare manga. Non per frantumare dei sogni, ma è possibile la pubblicazione di manga italiani?
Mmmh, questo argomento è piuttosto spinoso. Generalmente il mercato dei manga in Italia punta unicamente su licenze giapponesi. Abbiamo provato, come J-POP a fare euro manga, con alcuni titoli che hanno avuto poca fortuna. Anche il mercato degli stessi fumetti made in Japan soffre, come detto prima, di una forte crisi. Quello che consigliamo sempre ai ragazzi che frequentano scuole di disegno è di puntare molto sullo stile individuale. Lo stile conta molto e se lo stile comprende anche quello manga, ben venga.

Quanto è difficile convincere i mangaka a venire in Italia e soprattutto le case editrici a lasciarli venire? Negli ultimi anni sembra che la situazione sia migliorata (Sadamoto a Milano, Obata, Hanazawa, Taniguchi a Lucca), prevedete un ulteriore aumento dei sensei in visita nel nostro paese?
Non è semplicissimo. Punto primo, i mangaka lavorano. E lavorano moltissimo… quindi hanno le scadenze da rispettare e non possono mettere in scacco tutto il sistema di rivista/tankbon per un invito. Tuttavia, devo ammettere che l’ospitalità italiana ha sempre di più riscosso successo anche negli ambienti dell’editoria giapponese e gli autori (così come le case editrici) si sono dimostrati sempre di più interessati. Sì, prevedo un aumento di sensei in visita nel nostro paese, anche al di là di Lucca.

Complimenti per la pubblicazione di Saint Young Men. Sappiamo che l’Italia è un paese abbastanza conservatore riguardo alla religione. Avete avuto o vi aspettate problemi?
Sì, ma non tanto per l’Italia in sé. Inoltre, anche il termine “problemi” è un po’ esagerato. Diciamo che l’autrice era particolarmente preoccupata che il suo manga potesse urtare l’animo dei fedeli o che certe sottigliezze religiose non fossero colte nello spirito giusto. Tramite Kodansha abbiamo lavorato per mediare, spiegando che l’Italia in realtà è un paese con una forte tradizione del fumetto e molto meno “conservatore” di quanto si pensi. Inoltre, il nostro bravissimo traduttore (Giovanni Lapis) è specializzato in Storia delle Religioni e ha sostenuto una prova con gli editor di Kodansha. Prova che ha superato brillantemente. Quindi, di conseguenza, tutto a posto!

Cosa vi ha fatto decidere di lanciarvi nel mercato dei manga da edicola (Area D)? Che differenza c’è con la distribuzione in fumetteria?
Con GP MANGA abbiamo iniziato a lavorare le collane da edicola. Il canale c’era, era lì, quindi perché non provarci? Abbiamo iniziato con J-POP EDICOLA per esserci, per promuovere un titolo in cui crediamo moltissimo (AREA D). L’edicola ha resi importanti e soprattutto è un mercato generalista. La fumetteria, invece, rappresenta una realtà ben più definita. La nostra idea è quella di selezionare sempre di più i manga da edicola tenendo conto di questa sua natura rivolta a un ventaglio più ampio di lettori.

Come va la lavorazione della nuova raccolta di Golgo 13?
Molto bene! Abbiamo in previsione di uscire a settembre con le stesse modalità del primo cofanetto.

Pensate di velocizzare il ritmo di pubblicazione delle light novel? Stanno ricevendo il riscontro che vi aspettavate?
Non particolarmente. La lavorazione di una novel ha di per sé dei tempi piuttosto dilatati. Dopo una prima ondata positiva per le novità, attualmente l’entusiasmo per le novel si è un po’ stabilizzato. Vediamo come sarà accolta la novel di SAO prevista per luglio.

Jeeg, Mazinger, Devilman. Le opere di Go Nagai non passano mai di moda per il pubblico italiano. Ci sarà mai la possibilità di avere di nuovo il Maestro ospite nel nostro paese?
Dalle ultime indiscrezioni pare che il maestro voglia visitare posti dove non è mai stato. Diciamo che predilige attualmente questo genere di mete, piuttosto che tornare in luoghi che lo hanno già ospitato. Tuttavia, l’Italia resta una nazione che ha amato moltissimo la sua arte, quindi, in futuro, perché no?

A Lucca anche altri editori hanno annunciato Nagai, quando tutti pensavano che voi aveste l’esclusiva. C’è il rischio che si scatenino aste o avete comunque il diritto di prima scelta?
Attenzione! Dynamic Planning, ovvero coloro che gestiscono i diritti di Nagai in patria, hanno sempre affermato che non è nella loro politica dare “esclusive”. Noi abbiamo stipulato un deal con un parco titoli ben definito e un piano editoriale chiaro che prevede una collection (con i classici) e una shin collection (con gli inediti). Ciò che rimane fuori dal deal può essere editato da altri senza problemi o “aste sanguinarie” ^^

Nel caso decidiate di riproporre Violence Jack, ricomincerete da capo o proseguirete da dove si è fermato il precedente editore? Nel caso ricominciaste da zero, i volumi conterrebbero gli stessi capitoli della precedente edizione (così che chi ha già acquistato i volumi possa riallacciarsi agli inediti) oppure prenderete un’altra edizione giapponese come riferimento?
A discapito di quanto si dice in giro, siamo seriamente interessati a fare Violence Jack. Sicuramente, secondo gli accordi presi, ricominceremo da zero la serie. Per quanto riguarda la conta dei capitoli, anche in questo caso, come abbiamo fatto per le precedenti serie nagaiane, ci baseremo su una versione più aggiornata dell’opera, in modo da concluderla e portare finalmente in Italia tutta la saga. Vi daremo maggiori dettagli nei prossimi mesi.

Opere come Scuola senza Pudore, Susanooh e Il Leone Nero rientrano nei vostri programmi? E la Getter Saga?
La Getter Saga sicuramente. Gli altri da te citati per il momento non sono nei nostri piani…. Ehi, ma mi stai facendo spoilerare tutta la Nagai Collection? ( -_-)

Dopo My Girl avete intenzione di pubblicare altro di Sahara Mizu (Watashitachi no shiawase no jikan, Tetsugaku Letra)?
In questo momento Sahara Mizu non è nei nostri progetti a breve termine. Ha un tratto incredibile e ha disegnato opere davvero interessanti. Noi stessi abbiamo amato (e versato svariate lacrime) su My Girl

Grazie per essere stato con noi, Jacopo.
Be’ grazie a voi, come sempre!

  • Nicola Fornasier

    La J-Pop è l’unica che rompe per le scans online, però continuano a sfornare prodotti con prezzi ridicoli.
    Non capiscono che c’è gente che lavora gratis solo per passione e per far conoscere dei prodotti che, per via di logiche di mercato assurde, la gente tende ad ignorare.
    Poi i team di scans sono i primi a esortare la gente a comprare il cartaceo, perché amano davvero i manga.
    Senza parlare di prodotti (non mi riferisco nello specifico a J-Pop, della quale non compro prodotti perché non interessato ai loro titoli) che hanno traduzioni parecchio discutibili e adattamenti abbastanza odiosi – mio parere personale.

  • https://www.facebook.com/degel.koliso Andrea Degel Dall’Armellina

    ma soprattutto… quando gp si deciderà a proseguire serie scomparse da mesi e mesi?

  • https://www.facebook.com/mazinrage Daniele Magonara

    Credo mai.. Già qui fa dichiarazioni forti su alcune cose..

  • Andrea Modigliani

    Non vorrei dire eh, ma loro hanno il prezzo fisso di 5,90… Non possono sparare Violence Jack a 5,90 a volume quando ne ha oltre 40… Sono oltre 230€ solo per quella serie. Noi (o almen, io) non leggiamo le scan ma che loro vadano incontro ai lettori. Un’edizione da 4,50 no? Esattamente come la GOEN. “Crisi, crisi, crisi, nessuno compra i nostri manga”: Karakuri Circus a 5€… Una serie bella lunghetta. Io leggo pochissimo le scan, per la maggiore serie che compro ora (tipo One Piece, leggo le scan ma compro anche i volumi) però insomma. Non sono un esperto eh, parlo da completo ignorante ma se siamo in crisi e le vendite calano cerca di ammorbidire i prezzi. La gente sarebbe pure più propensa a seguire una serie che non costi un’occhio della testa. Basta guardare la Planet, Kenichi lo darà a 4,20 e quello è il loro prezzo minimo (che io sappia) ma spesso e volentieri, soprattutto negli ultimi periodi, offre dei tripli cut price che invogliano il compratore a leggere

  • phenom89

    nessuno gli ha spiegato che nella fetta di gente che compra manga, c’è un tasso di disoccupazione oltre il 40%…è ovvio che i numeri sono scesi!!!

    Poi, una parola su Binbogami era fatica dirla???

  • https://www.facebook.com/salvatore.t.esposito.7 Salvatore Tore Esposito

    Ci sarebbe da dire al signor line-editor che molti team di scan fanno progetti “inediti”. Molti che li curano sono semplici appassionati che magari lo fanno anche solo per far conoscere l’opera anche per destare la loro opinione. È inutile attaccare i team accusandoli di pirateria, è un lavoro che molti si risparmierebbero (parlo dei progetti inediti), ma se poi per far editare History Strongest Disciple Kenichi hanno dovuto aspettare che diventasse un fenomeno mondiale, con un fandom immenso, tutto frutto degli scan team italiani, me lo dice di che si lamenta il signor Jacopo? Gli scan team incuriosiscono solo il pubblico, poi uno non è che non compra perché preferisce le scan, non compra solo perché non ha soldi e di questi tempi preferiscono informarsi per bene (leggendo online) prima di decidere su quale serie puntare. Quindi per me, senza scan ci sarebbero ancora meno vendite. Ricordiamoci pure che ci sono dei capolavori editi in Francia che qui neanche si filano come Ahiru no Sora (Dream team) che spero con la nuova gestione della Sasuga (GE Good Ending) attragga le attenzioni degli editori italiani.

  • susy

    ma quando esce Sunny 2?

  • lorenzo di vecchio

    vogliamo onepunch-man e kinnikuman!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • anonimo

    Il bello è che tutti criticano le scan online e gli anime subbati e nessuno capisce (o meglio, non vuole ammettere) che è grazie a loro se la stragrande maggioranza dei titoli riescono a vendere – magari soltanto poche copie, come nel caso di flop a la Eppur… la città si muove, ma che altrimenti sarebbero rimaste per eoni sugli scaffali delle fumetterie.
    Non nego che ci sono persone che leggono online senza mai comprare pubblicazioni ufficiali, ci mancherebbe, ma è il prezzo che bisogna pagare. A maggior ragione quando si è in tempo di crisi e si hanno meno soldi (specialmente se consideriamo che gran parte dei lettori sono adolescenti)
    Nel mio caso il 60-70% degli acquisti sono titoli che ho già letto e che compro per supportare il mercato, e non credo di essere l’unico.
    Privare la gente delle fantranslation online significa non permettergli di farsi un’idea su un determinato titolo (e no, il primo capitolo online offerto dalle case spesso non basta), e questo comporta un calo ulteriore delle vendite e copie da fumetteria letteralmente stuprate da ragazzi che tentano di intuire la trama sfogliandole. Tuttavia le scan online restano un “problema”. Mi fido.

    Vorrei anche far notare, sebbene sia un po’ il segreto di pulcinella, che la crisi è anche dovuta alla miriade di titoli arrivati negli ultimi anni grazie alle varie case editrici, in particolare la GP. Fortunatamente adesso sembra che abbiano optato per delle uscite più “mirate”.
    L’unico problema sono i titoli come Binbogami o Soredemo machi… che avendo venduto poco sono destinati a finire nel dimenticatoio.
    Capisco che non possano far uscire volumi di serie poco vendute ogni mese, ma per rispetto nei confronti di chi ha creduto in loro dovrebbere almeno cercare di farne uscire 1-2 all’anno (cosa più o meno promessa ma non rispettata, visto che ad Ottobre non è uscito il volume previsto di Soredemo giusto per fare un esempio), specialmente quando si ha a che fare con titoli già terminati in patria e spesso a buon punto in Italia. Altrimenti non lamentiamoci se la gente è più diffidente da titoli magari più di nicchia o lunghi.
    Non parliamo dello scandalo Ronin che hanno letteralmente preso in giro tutto e tutti, e che al momento continuano a non sforzarsi di far uscire quantomeno i titoli a detto loro richiesti come Dance in the Vampire Bund.
    Contiuerò a supportare il mercato italiano in ogni caso, ma comportamenti del genere mi fanno ribrezzo e sono inaccettabili.

  • maxtex74

    Una volta apprezzavo e compravo molti manga di questa casa editrice ,adesso mi pare che non sia affidabile come una volta…
    Comunque perchè gli intervistatori non hanno domandato che fine hanno fatto le serie ferme da mesi se non anni,come Angel Voice e Until Death Do Us Part? Per me saperlo sarebbe stato importante ,altro che le solite domande sulla scan e compagnia bella

  • falesia

    Violence Jack da capo? Ma che palle.

  • Lief

    se davvero gli sta a cuore il “problema” delle scan l’unica cosa che devono fare e rilasciare in digitale i loro manga, così potranno venderli a un prezzo congruo e anche i gruppi (la maggior parte) smetterà di fare i titoli proposti da loro.