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venerdì, 31 gennaio 2014 - 12:20

Per Hayao Miyazaki l’industria dell’animazione è troppo piena di otaku


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Il grande regista si è espresso criticamente sulla situazione del settore e sulle nuove generazioni di animatori.

hayao miyazaki

Anche se sarebbe facile derubricarle come il classico “ai miei tempi…” di un anziano (chi non ha un nonno simile?), le parole di Hayao Miyazaki, dato lo spessore e la grande autorevolezza di chi le ha pronunciate (ricordiamo che il suo ultimo film è candidato agli Oscar), possono essere lo spunto per una riflessione sull’odierna industria dell’animazione giapponese.

Durante un’intervista al sito giapponese Golden Times il regista recentemente ritiratosi (o forse no?) ha dichiarato che al giorno d’oggi l’animazione è in mano a persone che si comportano più da fan che da professionisti: li ha definiti senza mezzi termini otaku nell’accezione più negativa del termine, ovvero gente fissata con gli anime che non esce mai da casa e quindi non osserva più persone reali. Questo ha delle conseguenze anche sulla qualità del loro lavoro, poiché secondo Miyazaki non riescono più ad animare personaggi realistici.

Queste parole si ricollegano alla preoccupazioni più volte espresse dal regista sull’invasione degli anime moe.  Voi cosa ne pensate? Gli anime di oggi sono eccessivamente influenzati dalla cultura otaku? O Miyazaki ha esagerato?


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