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Recensione Le Tragifavole- ReNoir Comics

Michele Guerrini 08/09/2010

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Autore: Sergio Gerasi
Casa Editrice: ReNoir Comics
Provenienza: italia
Prezzo: € 16, Vol. unico + CD, 128 pagine colori, 17×24, Brossurato con alette


Gerasi l’avevo già incontrato (come recensore) con un omaggio a Giorgio Gaber. Ora me lo ritrovo davanti con una sua opera pienamente personale, “Le Tragifavole”. Un’opera già in partenza più complessa da approcciare in quanto accompagnata da un disco di canzoni del suo gruppo musicale, i 200 Bullets. Il risultato? Due casse di risonanza emotive che convergono verso il lettore\ascoltatore in un ballo dietro gli occhi.

Le storie disegnate di Gerasi sono nodose, articolate, propense sempre ad un finale che può sfumare in altre direzioni nelle ultime pagine. Il cromatismo, mantenuto omogeneo dalla prima all’ultima storia, ci racconta le vicende di un personaggio da film muto, i cui dialoghi interiori ed esteriori potevano benissimo essere scritti su un cartello tra una sequenza e l’altra. Sincerità, e la tanto cara (a molti) ipocrisia, l’incomunicabilità, la mancanza di desiderio in una società aviluppata in questo sono alcuni tratti che si muovono tra le facce dei personaggi. Facce non stereotipate. Facce dai nasi e lineamenti contorti, sorretti da corpi esili e gobbi. Gli occhi sono gli elementi riassuntivi e più mimici di tutti; sebbene sembri che i personaggi di Gerasi siano sempre in uno stato di trans fra lo shock onirico e la delusione più cupa.

In sostanza ed in forma, le Tragifavole sono una serie di piccole storie metropolitane. Abbastanza classiche come contenuti: amore, delusioni, sentirsi invisibili ed incompresi. Ma è la pelle che sentiamo vicina. La cinepresa senza microfono è poco distante e scava dentro. Siamo sempre più inebetiti da “storie” che si vogliono definire biografiche-emotive e\o psicologiche senza strozzare, scuotere o trinciare le vecchie solite idee e porne di nuove.

Gerasi è abile e non allo stesso tempo. Se gli argomenti posso essere sentiti ormai prosciugati ( e questo va detto), l’autore ha la dote di rendere le vicende nella loro umiltà, nella loro umanità da mutande.

Il disco allegato è un curioso melange di diversi stili. Sicuramente piacerà agli amanti sia del corso più alternativo che melodico della musica ma, transigendo sui generi, il mio neurone (perchè dopo l’estate sapete com’è…) si è acceso sui testi: un caro e vecchio omaggio a gruppi come Negazione, CCCP, Afterhours, alla beat generation, ai sixties… parole e rime che, avendole sentite dopo la lettura, mi hanno mostrato l’omogeneità di Gerasi all’interno di una comune culturale ancora viva, sebbene sotto detriti radioattivi rimbecillenti. Un piccolo caldo sollievo.


voto: 7

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