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La Casati. La Musa egoista di Vanna Vinci – Recensione

Carmine De Cicco 19/06/2013

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Vanna Vinci ci guida in un’affascinante passeggiata nella Belle Èpoque attraverso la vita a fumetti di una delle sue figure più rappresentative.

La Casati. La musa egoista

Autori: Vanna Vinci (testi e disegni).

Casa Editrice: Rizzoli Lizard.

Provenienza: Italia.

Genere: biografico.

Prezzo: 17,00 Euro.

Data di pubblicazione: aprile 2013

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“La Casati. La Musa egoista” è davvero un’opera affascinante. E non, come è ovvio pensare, per la storia – o meglio, la vita – che racconta, quella della Marchesa Luisa Amman Casati, tra le principali protagoniste della Belle Èpoque.

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È affascinante e preziosa per il tratto dell’autrice, Vanna Vinci, che anima ciascuna delle circa cento pagine che compongono lo straordinario volume colorato targato Rizzoli Lizard. Tratto capace di ricostruire in maniera certosina l’atmosfera insieme ovattata e rifulgente, sospesa ed eccessiva, degli anni in cui la Marchesa diede spettacolo in giro per l’Italia e per l’Europa.

Nata a Milano, a pochi passi dalla Scala, Luisa Amman dedicò tutta la propria vita all’arte, anzi di più, a far di se stessa un’opera d’arte. Vanna Vinci ricostruisce la parabola di una dona bella e timida, eccentrica e capace di dilapidare enormi ricchezze per vivere sempre da protagonista. Una vita di successo ma anche triste, certo degna di essere condivisa e conosciuta.

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La biografia a fumetti edita dalla Rizzoli Lizard offre ai lettori la straordinaria possibilità di conoscere vita, pensieri ed eccessi della Marchesa, ma anche, in un certo senso, di vivere con lei, di respirare la sua stessa aria, di frequentare i suoi stessi luoghi.

Da Milano a Londra, passando per Roma, Capri, Venezia e Parigi. I pregiati disegni dell’autrice ricostruiscono gli spostamenti della protagonista del volume, emblema di un’epoca finita per sempre, ma che il tomo in questione sa far rivivere.

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E al di là degli splendidi colori, degli affascinanti disegni, dell’indovinatissima copertina, della cura editoriale del volume, degli schizzi e bozzetti finali, è proprio questo il merito principale de “La Casati. La Musa egoista”, quello cioè di aver mostrato l’anima di un’epoca e di una donna che attraggono e sgomentano, ammaliano e fanno un po’ paura.

Promossa prima dell’uscita attraverso un gioco-puzzle sul web, l’opera costituisce davvero un tassello che nei puzzle-librerie dei cultori del genere farebbe meglio a non mancare.


Voto: 8

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